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Chi studia in inglese non paga le tasse. E’ una delle novità
decise dal Politecnico per gli aspiranti architetti e ingegneri che tra poco
s’affacceranno per la prima volta all’ateneo. La carica delle matricole
comincerà il 26 luglio, quando partiranno le pre-iscrizioni ai test
d’ammissione, e il rettore Francesco Profumo ha preparato per i nuovi studenti
un programma che preme più che mai l’acceleratore sull’internalizzazione.
Per
tutti i corsi è attivato il primo anno in inglese, e la chance è estesa per la
prima volta anche a Biella e Vercelli: nella prima si tratta di ingegneria
tessile (che sostituisce l’analogo corso in italiano, soppresso), mentre a
Vercelli sono state chiuse ingegneria elettronica e informatica, sostituite da
«electronic and computing engeneering».
Qualunque studente italiano s’iscriva a
queste lauree - che puntano anche ad attrarre stranieri - così come a quelle
per le matricole a Torino, non pagherà un euro di tasse. Da parte del Poli, uno
sforzo e un regalo non piccoli: chi s’impegnerà nelle lezioni in lingua
risparmierà fino a mille e 500 euro.
La spinta verso l’inglese (per incoraggiare i ragazzi ci saranno anche brevi
pre-corsi) punta a più obiettivi ed è piuttosto articolata, visto che da
settembre prenderanno il via in questa lingua anche 3 lauree di Architettura e
6 specialistiche di ingegneria (nanotecnologie per le Ict, e le ingegnerie
gestionale, telematica, informatica, elettronica, delle telecomunicazioni). Si
svolge inoltre in inglese Ingegneria dell’auto. «Vogliamo favorire
l’internazionalizzazione e la propensione verso altri Paesi dei ragazzi -
spiega Profumo - e mescolare il sangue, inserendo stranieri anche nelle sedi
decentrate. Oltre a prevedere l’inglese a Biella e Vercelli, indirizzeremo a
Mondovì, Alessandria e Verres i giovani di lingua spagnola e francese».
Per attrarre più studenti dall’estero (oggi sono 1600, il 6%) sono state anche
attivate 250 borse di studio da ben 10 mila euro l’una, destinate ai migliori.
Sono due milioni e mezzo, una grossa somma per il Poli, ma «è un investimento
che ritengo necessario, anche se mi tocca pagare su questa cifra pure le tasse.
Ogni iniziativa che aiuti a mescolare sempre più lingue e nazioni è una
priorità».
Da quest’anno partono anche le pre-iscrizioni al campus italo-cinese, avviate
lo scorso anno solo per i giovani orientali. Chi avrà la chance d’essere
ammesso ai corsi di ingegneria dell’informazione, e di ingegneria meccanica e
della produzione, studierà in parte in Italia e in parte in Cina: «Una chance -
commenta Profumo - che se avessi meno di vent’anni non mi lascerei mai
sfuggire».
Al capitolo internazionalizzazione è pure nato un nuovo ufficio, in cui
lavorano 25 persone. Sono incaricate anche dell’accoglienza e dell’inserimento
dei ragazzi venuti da oltre confine nella vita cittadina. Sempre in tema
«mescolanza di sangue», infine, c’è l’aumento degli accordi di doppio titolo
con altri atenei. Sono saliti a 61, 34 in Europa e 27 in altri continenti. I
ragazzi compiono, anche in questo caso, parte del percorso di studi al Poli e
parte nell’ateneo straniero con cui è in corso la partnership. Conseguono alla
fine non una, ma due lauree, una per università in cui sono stati studenti.
Fonte: LaStampa.it
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