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| Test antidroga direttamente a casa tua! |
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| Scritto da Susanna de Palma | |
| martedì 08 maggio 2007 | |
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Incredibile…d’ora in poi il test antidroga si fa direttamente a casa tua! Perché scomodare le forze dell’ordine per fare controlli a tappeto in discoteca, perché sensibilizzare i ragazzi nelle scuole a non fare uso di stupefacenti, perché stimolare le famiglia al dialogo…è molto più efficace e semplice il kit fai da te per scoprire se tuo figlio fa uso di droghe! A lanciare la favolosa idea, leggevo questa mattina sui giornali, è il Comune di Milano promotore dell’antidoping nelle case degli adolescenti. Regalando alle famiglie dei ragazzini tra i 13 e i 16 anni un test antidroga. 3.887 genitori di una zona della città di Milano, la settimana prossima, riceverà a casa una lettera in cui si invita a prendere coscienza che bisogna "combattere la cultura dello sballo". Allegato un coupon da presentare in una della farmacie comunali del quartiere per ritirare, gratis, il kit con cui scoprire se il figlio ha fatto uso di sostanze. Entro l'anno l'iniziativa sarà estesa a tutta la città. Il vulcanico assessore di An che il sindaco di Milano Letizia Moratti ha scelto come responsabile della Salute, sostiene che l’iniziativa sarà utile per "portare il dialogo nelle famiglie su un tema gravissimo”. Il test che sarà regalato alle famiglie, è da fare a casa. Un test delle urine semplice e banale, un tampone che si colora in base alla reazione. E può scoprire se il ragazzo è fatto uso di cocaina, anfetamina, metanfetamina, marijuana e oppiacei. In farmacia costa 24 euro. Ma per i genitori sarà gratuito. Ma quanto costerà alle casse pubbliche l'operazione? Non si sa! Al momento si sa, invece, quanto costerà il primo round di spedizione e distribuzione alle prime 3.887 famiglie: 3mila euro per le casse pubbliche, perché il resto sarà "sponsorizzato" dall'azienda che commercializza il test in Italia. Ma siamo sicuri che rendere i propri genitori degli investigatori sia la strada giusta per la lotta alla droga? Siamo sicuri che l‘intimidazione e la minaccia del controllo sulla porta di casa, sia il modo più efficace di far arrivare ai ragazzi il messaggio che non bisogna fare uso di stupefacenti? Siamo sicuri che questo sia il modo più appropriato di usare i soldi dei contribuenti? Io voglio pensare che parlare e dialogare tra individui sia ancora possibile, voglio pensare di poter confidare ai miei genitori di aver fatto un errore, voglio pensare di trovare seduti sul salotto di casa due persone pronte ad ascoltarmi e non a mettermi un tubo in mano per verificare la limpidezza delle mie urine, voglio credere che si possa ancora far appello alla coscienza e al buon senso delle persone! |
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Commenti
Da un lato è vero che dovrebbero essere maggiori gli sforzi delle forze dell\'ordine , ma dall\'altro è necessario tenere a mente che si sta parlando di ragazzi che vanno a scuola e quindi sotto la tutela dei genitori.
Aspettarsi che un adolescente apra un dialogo su questi argomenti è quasi impensabile.
Far diventare degli sceriffi i genitori, può essere pericoloso, sopratutto nei casi in cui la sostanza è cannabis. Per una ragazzata, si potrebbero incrinare i rapporti familiari.
Non dimentichiamo però, che oggi sono moltissimi gli adolescenti che utilizzano cocaina e sostanze allucinogene. Su questo punto non si parla più di \"ragazzata\", e queste sostanze sono tutt\'altro che banali.
Potessi far avere un messaggio alla Moratti, le vorrei ricordare che la maggior parte degli adolescenti entra in contatto con stupefacenti proprio tra le mura della scuola. Magari qualche occhio vigile all\'interno degli istituti, potrebbe ridurre drasticamente il pericolo che questa piaga diventi (come è oggi) un\'epidemia. Citazione