Articoli recenti

Siena - Santa Maria della scala Stampa E-mail
Valutazione utente: / 0
ScarsoOttimo 
Scritto da Maurizio Caudana   
giovedì 31 gennaio 2008

santa_maria_della_scala.jpg

Sorto sulla via Francigena, proprio di fronte alla cattedrale, il Santa Maria della Scala costituì uno dei primi esempi europei di ricovero e ospedale, con una propria organizzazione autonoma e articolata per accogliere i pellegrini e sostenere i poveri e i fanciulli abbandonati.

La sua istituzione si deve ai canonici del Duomo, anche se una leggenda medievale senese parla di un mitico fondatore, tale Sorore, calzolaio, morto nell’898.

La gestione dell’importante complesso, prima dovuta ai canonici del Duomo, poi ai frati dell’ospedale, passò, nel Quattrocento, dopo lunghe controversie, sotto il controllo diretto del Comune.

Sin dagli inizi del Trecento uno statuto ne regolava la vita e l’autonomia, dimostrandosi talmente efficace da essere preso a modello da Gian Galeazzo Visconti e dal duca di Milano, Francesco Sforza i quali inviarono a Siena i propri emissari per studiarne la gestione e l’organizzazione.

A seguito di lasciti e donazioni, tra la fine del Duecento e i primi del Trecento, l’ospedale iniziò a suddividere ed organizzare il proprio patrimonio terriero in vaste aziende agrarie denominate grance. La loro presenza interessava un patrimonio enorme, che copriva vaste aree della Val d’Orcia, della Val d’Arbia, delle Masse, delle Crete e della Maremma, e che nel suo insieme costituiva la più grande concentrazione fondiaria dello Stato senese.

Per quasi cinque secoli essi costituirono i cardini della struttura economica del Santa Maria, fino a quando, nelle seconda metà del Settecento, ne fu ordinata l’alienazione.

 
< Prec.   Pros. >

Ultimi commenti

Chi e' online

Abbiamo 29 visitatori online

Syndication