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Il Sindaco di Torino Sergio Chiamparino , al riguardo della costruzione del Grattacielo Intesa-San Paolo, si esprime in un linguaggio che potremmo definire "Chiamparese", lasciando allibito, se non davvero confuso il lettore, di fronte al "peso" che avrebbe un referendum cittadino sulla realizzazione di queste opere tanto mastodontiche, quanto inutili.
Il suo esploit, da vero conoscitore degli umori dei suoi concittadini, punta dritto e senza timore ad un risultato certo: I grattacieli sono benvoluti dalla popolazione, ed il referendum darà esito positivo.
Poi, però, subito dopo, onde evitare qualsiasi illusione, precisa che non è possibile mettere in discussione gli impegni già assunti con terzi sul progetto in questione. Dunque, fate pure il referendum, votate democraticamente, ma non chiedete al comune di fare passi indietro sul progetto.
Si legge sul sito dell'AdnKronos il 19/02/2008:
''Non ho alcun dubbio sul fatto che una consultazione sulla questione grattacieli, se ben definita nel suo oggetto e con tempi adeguati ad una corretta informazione, vedrebbe la stragrande maggioranza dei torinesi pronunciarsi a favore. Quindi, nessun timore se il consiglio comunale decidera' un referendum''. Cosi' il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, in merito alla proposta della Sinistra Arcobaleno torinese di indire referendum consultivo sulla crescita verticale della citta'.
''Questo tuttavia - precisa il primo cittadino del capoluogo piemontese - non puo' mettere in discussione e quindi non puo' riguardare in alcun modo impegni amministrativi gia' assunti, tra l'altro con il voto favorevole di alcuni degli attuali referendari, per i quali esistono interessi legittimamente costituiti di terzi, la cui messa in discussione farebbe perdere credibilita' a tutta l'amministrazione oltre che creare alla medesima gravissimi danni economici sotto forma di risarcimento danni'', conclude Chiamparino.
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