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RU-486 - L'importante è abortire Stampa E-mail
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Scritto da Maurizio Caudana   
giovedì 27 agosto 2009

Attendere il periodo delle vacanze estive per far passare riforme o leggi scomode, è un trucchetto che a ben vedere si limita a rimandare l'inevitabile, e non certo a far passare inosservato un tema alquanto spinoso, come l'aborto.

Allo stesso tempo dimostra quanta consapevolezza ci sia in chi propone certe riforme, nella reazione dei cittadini, e nell'opinione che poco per volta si sta formando intorno alla pratica dell'aborto, segno di civiltà per pochi, segno di abominio per molti. Sarei curioso di chiamare nuovamente alle urne i cittadini su questo argomento, per verificare quale sia la visione dominante degli Italiani sul tema aborto, sui suoi metodi, e sulle leggi che lo regolamentano.

Bisognerebbe approfondire pubblicamente gli aspetti che non vengono mai citati quando si parla di aborto, ma che purtroppo ne sono parte. Chi è contrario all'aborto, solitamente basa le proprie motivazioni sul bambino che non nascerà mai, perdendo di vista la creatura che invece resterà in vita, e che porterà dentro di sè il dramma di quel gesto per il resto della vita.

ru-486.jpgLa donna, ingannata da discorsi che mettono davanti a tutto la libertà di scelta, giustificando in questo modo l'aborto in ogni sua forma, non è mai informata su ciò che le accadrà dopo aver abortito, dei riscontri psicologici che dovrà affrontare, e di fronte ai quali molto probabilmente sarà sola, forse proprio come lo sarebbe stata se avesse tenuto il suo bambino, ma aggravando il dramma senza di esso.

La cosa più cinica della RU486, (oltre al periodo scelto per far passare l'ingresso di questo farmaco in Italia), è la finta pulizia dietro cui medici e abortisti cercano di nascondersi, eliminando l'aspetto chirurgico dell'aborto, evitando così di spappolare a suon di bisturi un feto umano dentro l'utero della madre. Sembra quasi una cosa pulita, assumere una pastiglietta anzichè sottoporsi ad un intervento chirurgico, sebbene ambulatoriale.

Ma questa è solo un'illusione di comodo, che vorrebbe lasciare per l'ennesima volta tutte le responsabilità ad una donna che già sta vivendo un dramma interiore indescrivibile, al quale verrà aggiunto con una leggerezza disarmante, il nuovo dramma della reale perdita del proprio figlio.

"L'utero è mio", "la donna non è proprietà di nessuno", "l'uomo non centra", sono gli slogan tipici di un femminismo vecchio stampo, che ancora sopravvive in certe donne, che assumono di dirittto l'aspetto di fossili di fronte al mondo che è andato avanti, e ad una vita di coppia generalmente molto più attenta al rispetto reciproco, ed alla parità dei ruoli.

La RU486 non introduce nulla di nuovo nel panorama delle interruzioni di gravidanza, e non sposta di una virgola le responsabilità individuali del personale medico, per il quale stranamente, non è importante far presente alle pazienti le principali controindicazioni del farmaco: compromissione degli equilibri psichici, senso di colpa, malessere generalizzato, depressione, rimorso, nausea, angoscia ed irreversibilità delle cause scatenanti.

Eppure, per ogni altro farmaco le controindicazioni hanno molta importanza. La Ru486 invece, è solo una compressa.

 
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