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Rinunceresti ad una società multirazziale? Stampa E-mail
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Scritto da Maurizio Caudana   
lunedì 20 ottobre 2008

Fin dalle scuole medie, ho percepito non poche difficoltà nell’affrontare qualunque tipo di discussione socio-culturale, che includa nell’analisi della questione l’origine geografica dell’individuo. Quelli che, banalmente, vengono definiti discorsi razziali, e ancor più volentieri razzisti, per il solo motivo di voler discutere dell’argomento pur non presentando i reali presupposti alle tematiche razziali, che su queste pagine sono già state affrontate , con spirito distante da qualsiasi risentimento.

E’ veramente difficile in questo paese trattare l’argomento immigrati ed immigrazione, se non si è pronti a condividere in ogni suo aspetto il tema dell’accoglienza, della globalizzazione, ed accettare come fosse scontato, il presupposto della necessità di una sociètà multirazziale. Sembra che non ci si possa permettere di dissentire da tali tematiche, correndo incontro alla certezza di venire additati come barbari intolleranti assetati di nazionalismo, pronti ad appendere al primo ramo chiunque non sappia esprimersi in lingua Italiana, prima, ed in dialetto Piemontese, poi.

domanda_immigrazione.jpg Ma qui non si respira certo quel clima, che mi avrebbe portato ormai da molti anni a collocarmi tra le fila del movimento Leghista, e ad organizzare ronde o manifestazioni di intolleranza verso chiunque risieda al di fuori dell'immaginario regno padano.

Non ho alcun problema ad ammettere che sento di essere anzitutto un cittadino Piemontese, poi Italiano, lontanamente Europeo, e con estrema difficoltà un cittadino del mondo. Non certo per volere mio, o per particolari convinzioni personali. Semplicemente per cause di forza maggiore, che rendono assai difficili e complessi i meccanismi di comunicazione e di reciproca comprensione, tra un Italiano ed un Eschimese, cresciuti in contesti politici e geografici talmente differenti, da essere faticosamente compatibili.

Questo non sarebbe sufficiente a sostenere il mio discorso, se non si avesse un riscontro, visibile da chiuque viva la quotidianità di ogni giorno. Ed è proprio tendendo l’orecchio ai media, ai discorsi delle persone in strada, ed alle esperienze personali, che si possono constatare una serie continua di notizie di cronaca, legate ai numerosi problemi che la “politica di integrazione”, poggia con indifferenza sulle spalle dei cittadini.

Se in questi anni i cittadini si sono ritrovati a dover sopportare gli infiniti problemi legati alle immigrazioni di massa, non è certo grazie ad un politica attenta ad un fenomeno delicato come quello dell’integrazione. E’ la politica stessa a lasciare totalmente incontrollato questo fenomeno, che puntualmente fa sentire tutto il suo peso sui cittadini, che subendo furti, vedendo bivacchi di vario genere, se non la trasformazione di intere zone in ghetti, non sa più essere capace di accoglienza, come un sano senso di umanità e rispetto consiglierebbe.

Per una volta almeno, più che fare affidamento al senso umano ed accogliente del popolo Italiano, sarebbe buona cosa interpellare le persone sugli argomenti che nella vita di tutti i giorni dovranno affrontare e sopportare, abbandonando una volta per tutte lo spauracchio del razzismo, che tanto fa scalpore sui giornali, ma poco importa, (se non addirittura giunge a crearne il desiderio), a chi il problema lo vive in prima persona, sulla propria pelle.

Sforziamoci di chiedere agli Italiani per una volta almeno, se rinuncierebbero al modello di società multirazziale, che viene sbandierata dai cultori della cittadinanza mondiale come l’inevitabile strada che porta verso il futuro. Prima che una vera deriva razzista torni a far breccia tra i pensieri della gente, come alcuni fatti di cronaca di questi ultimi mesi ne hanno mostrato i sintomi.

 

Commenti 

 
0 #3 Maurizio Caudana 2009-05-12 07:58 Quello che chiedo io non mi pare poi così alluciunante, e non basta dire "esiste già" per giustificare tutto.

Esiste già anche perchè la politica ha aperto le porte ai flussi migratori e a questa illusione della società multirazziale.

Senza chiedere a nessun cittadino se per caso non fosse stato daccordo. Come me ad esempio, e i molti come me.

Gran bel esempio di democrazia, davvero. Una democrazia già confezionata, non discutibile, e con obbligo di tolleranza…
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0 #2 Paola 2009-05-11 20:38 Ciao Mauri, se ti fa piacere non penso che tu faccia parte dei "barbari intolleranti assetati di nazionalismo", che però esistono e non sono solo spauracchi come gli orchi nelle fiabe dei bambini. Così come esiste la società multiraziale, ripeto "esiste già" non si tratta di scegliere se la si vuole o no. Basta fare un giro nelle strade di Torino o in mezzo ai banchi di scuola.
Come si può pensare di fermare la globalizzazione o di annullare il fenomeno delle migrazioni? E' forse un fenomeno degli ultimi anni o esiste da sempre? Ci siamo dimenticati di quando erano gli Italiani a migrare? E commenti e pregiudizi dei "padroni di casa" americani o tedeschi di allora non erano poi molto diversi da quelli di adesso…
Io poi sono convinta che, accanto ad inevitabili difficoltà di integrazione e all'esportazione di criminalità organizzata, i migranti costituiscano veramente una risorsa per il nostro Paese. Parlare solo dei problemi è una facile strumentalizzaz ione, un modo di canalizzare la rabbia di una cittadinanza che si sente e sta diventando sempre più povera e, purtroppo, anche sempre più ignorante e manipolabile. Facile così distogliere lo sguardo da certe reatà scomode e provocare la solita guerra tra poveri.
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0 #1 Beppe 2008-10-20 10:25 Sono totalmente d\'accordo con quello che hai scritto. Mi viene in mente la questione sollevata in questi giorni dalla proposta di creare delle classi \'separate\' o di \'inserimento\' per i ragazzi extracomunitari (soluzione gia\' adottata in altri paesi come nella \'rossa\' Catalonia e in Francia). Su un argomento come questo mi piacerebbe vedere le diverse frangie politiche discuterne, cercando di capire se sia giusto o sbagliato in base alle esigenze del presente dove in citta\' come Milano ci sono classi con l 80% di studenti stranieri. Quello che mi deprime e\' vedere invece che anziche\' discutere, noti esponenti politici si sono subito lanciati in accuse di razzismo e addirittura facendo dei paragoni con Auschwitz!! degli ibecilli.
Quando smetteremo di ragionare in base a vecchie ideologie?
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