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Scritto da Susanna de Palma   
mercoledì 18 luglio 2007

Riaffiorano all’improvviso e commuovono, fanno sorridere ed emozionare….ricordi.jpg

Ieri sera, ho deciso di fare un tuffo nel passato, un ritorno all’infanzia guardando vecchie videocassette, filmini delle vacanze, i primi compleanni, e tutto questo ha fatto riaffiorare ricordi e sensazioni……Mi sono allora chiesta quale sia il processo mentale che induce il cervello a ripescare immagini, odori, emozioni e colori che si pensavano ormai conservate in un cassetto della memoria! Un punto di partenza, secondo quanto sostengono diversi studi, consiste nel definire che cosa si intende per ricordo e memoria.

La cultura di una essere umano (intesa nel suo aspetto più ampio di modo di essere, di vivere, di confrontarsi) nasce dal consolidarsi e tramandarsi nel tempo di esperienze e soprattutto valori che gli individui stessi riconoscono come comuni e condivisi. Il ricordo e la memoria proprio per la loro funzione di tramandare nel tempo esperienze e valori, sono quindi elementi di fondamentale importanza per lo sviluppo di un individuo.

Memoria è quindi intesa come conservazione del saper fare. Deposito delle esperienze collettive che si trasmettono e quindi diventano cultura. Memoria come consapevolezza del sé; portatrice di valori collettivi e pertanto seme per lo sviluppo delle personalità individuali, creatrice di identità

La memoria non è semplice ricordo del passato, ma soggettività del presente, fonte d'identità; è la facoltà dell'animo di conservare e rievocare esperienze e conoscenze passate, è la trasmissione diretta delle esperienze umane.

Ciò che nella sfera emotiva si ripresenta invece alla nostra memoria come qualcosa di passato e che, mediante processi associativi, “riaffiora” in carne ed ossa nella nostra mente è un ricordo.

Un ricordo, in generale, è un “rivedere”qualcosa che è passato e un riprovare, a suo carico, sensazioni differenti relative al momenton attuale. Tale “vivere riproduttivo” permette alla memoria di ripresentare un vissuto passato, chiamato in causa da un vissuto presente, e “collegare” questi due vissuti in un unico flusso attuale.

Il ricordo sorge come causazione interna determinata da un certo vissuto attuale che “provoca”, per così dire, nella memoria il processo associativo del ricordo. Esistono in generale due forme di ricordo: quella che fa sì che un qualcosa torni alla nostra memoria perché richiamato da essa in una data esigenza contestuale, quando ad esempio è necessario far riferimento ad un’esperienza passata; e quella di un ricordo che viene sollecitato indipendentemente dalla memoria, in forma passiva rispetto ad essa, e che “si” richiama alla memoria indipendentemente dal flusso attuale di vissuti e dalla causazione della coscienza. Il flusso vitale del ricordo è dunque costituito da una mescolanza di elementi che derivano sia dalla sfera materiale e poi recettiva, che da quella emotiva e impulsiva.


 
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