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Ricchi o Poveri? This is the problem Stampa E-mail
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Scritto da Susanna de Palma   
martedì 09 ottobre 2007

soldini.jpgUn'oasi per super ricchi italiani e solo per loro. Si è aperto a Torino, in una delle strade più in della città, via della Rocca, in pieno centro, il circolo "Platinum Ring",il cui proprietario torinese, è un esperto di marketing, master in scienze politiche a Berkeley e già consulente del Platinum Ring made in Usa.

Alla festa di inaugurazione della prima succursale europea di questo club esclusivo c'erano 800 "veri ricchi" made in Turin e dintorni (qualche banchiere, imprenditori, professionisti, manager, ovviamente un esponente di casa Savoia, Serge di Jugoslavia).

Non tutti potranno iscriversi al Platinum Ring perchè è previsto un tetto massimo di 500 soci. Altri 1000 lo diventeranno il prossimo anno quando aprirà la succursale romana. Poi toccherà a Londra, Parigi, Barcellona (o Monaco di Baviera), Mosca e Shangai: "Puntiamo molto sui paesi emergenti", ha dichiarato Biasiol.

Il fatto che come approdo italiano sia stata scelta Torino, una città dalle abitudini poi non così mondane, non deve stupire troppo: secondo tre ricerche di mercato a Torino vi è un' alta concentrazione di ricchi, almeno 40 mila sarebbero quelli con una capacità di spesa mensile di 50 mila euro. Ricchi che non si vedono, che se hanno gli yacht attraccati a Saint Tropez non lo sbandierano a quattro venti, che se fanno feste sontuose le nascondono nelle ville della collina torinese, che amano Hermes (a Torino c'è la più lunga lista d'attesa italiana per le celebri borse Kelly) e Louis Vitton, ma di giorno vestono addirittura 'no logò per non dare nell'occhio. Il costo minimo dell' iscrizione è di 2.000 euro per due persone (il 10% va in beneficenza).

Qualcuno potrebbe chiedersi: Perchè iscriversi? Per soddisfare i più originali desideri immaginabili, come affittare un' isola (nel catalogo del club ve ne sono a disposizione 132 nel mondo e 22 in Italia), partire nel giro di 24 ore per un safari aereo sul deserto del Namib, organizzare a breve una cena esclusiva a New York, Tokyo, Dubai e così via, e partecipare alla Ring Cap caccia al tesoro in giro per il mondo la cui iscrizione costa 100 mila euro.

Mi piacerebbe però segnalare ai “signori bene” di Torino, un’altra realtà, lontana dalle serate mondane ma molto vicina alle loro case.

L'impietoso Rapporto Istat 2007: la forbice tra chi paga i caffè con un assegno in bianco e chi non arriva a metà del mese continua a crescere, soprattutto al Sud. Qualcuno fa lacrime da coccodrillo, qualcun altro si scarica la coscienza. Poi, la sera, tutti a festeggiare al ristorante: obiettivo raggiunto, avanti il prossimo.

Le famiglie povere in Italia sono circa 2,6 milioni, ossia 7.537.000 persone, pari al 12.9% della popolazione, mentre altri 2 milioni sono quelle molto prossime alla soglia di povertà. Sottolinea inoltre che in 4 anni la povertà e' rimasta stabile ed identiche sono le maggiori caratteristiche delle famiglie in stato di povertà.

L’istat calcola la povertà relativa sulla base di valori convenzionali: per una famiglia di due componenti è pari a 970,34 euro; per una persona si attesta a 582,20 e per una famiglia di quattro a 1581,65 euro. Le famiglie che hanno una spesa media mensile pari o inferiore a questa soglia vengono classificate come povere.

Anche al nord dove la situazione sembra meno allarmante si può notare come il miglioramento della condizione degli anziani si è stabilizzato, dopo i miglioramenti degli scorsi anni. Inoltre la poverta' risulta in crescita anche per le famiglie con a capo una persona ritirata dal lavoro, da 5,2% a 6,9%, con basso titolo di studio, da 7,7% a 9,5%, o composte da due componenti, 4,2% a 5,4%.

Una scelta difficile quella di decidere se rinascere ricco o povero…il dilemma rimane: comprare un atollo alle Maldive o pagare l’affitto a fine mese?????

 
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