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Un'oasi per super ricchi italiani
e solo per loro. Si è aperto a Torino, in una delle strade più in della città,
via della Rocca, in pieno centro, il circolo "Platinum Ring",il cui
proprietario torinese, è un esperto di marketing, master in scienze
politiche a Berkeley e già consulente del Platinum Ring made in Usa.
Alla festa
di inaugurazione della prima succursale europea di questo club esclusivo
c'erano 800 "veri ricchi" made in Turin e dintorni (qualche
banchiere, imprenditori, professionisti, manager, ovviamente un esponente di
casa Savoia, Serge di Jugoslavia).
Non tutti potranno iscriversi al
Platinum Ring perchè è previsto un tetto massimo di 500 soci. Altri 1000 lo
diventeranno il prossimo anno quando aprirà la succursale romana. Poi toccherà
a Londra, Parigi, Barcellona (o Monaco di Baviera), Mosca e Shangai:
"Puntiamo molto sui paesi emergenti", ha dichiarato Biasiol.
Il fatto che come approdo italiano sia stata scelta
Torino, una città dalle abitudini poi non così mondane, non deve stupire
troppo: secondo tre ricerche di mercato a Torino vi è un' alta concentrazione
di ricchi, almeno 40 mila sarebbero quelli con una capacità di spesa mensile di
50 mila euro. Ricchi che non si vedono, che se hanno gli yacht attraccati a
Saint Tropez non lo sbandierano a quattro venti, che se fanno feste sontuose le
nascondono nelle ville della collina torinese, che amano Hermes (a Torino c'è
la più lunga lista d'attesa italiana per le celebri borse Kelly) e Louis
Vitton, ma di giorno vestono addirittura 'no logò per non dare nell'occhio. Il costo minimo dell' iscrizione
è di 2.000 euro per due persone (il 10% va in beneficenza).
Qualcuno potrebbe chiedersi:
Perchè iscriversi? Per soddisfare i più originali desideri immaginabili, come
affittare un' isola (nel catalogo del club ve ne sono a disposizione 132 nel
mondo e 22 in Italia), partire nel giro di 24 ore per un safari aereo sul
deserto del Namib, organizzare a breve una cena esclusiva a New York, Tokyo,
Dubai e così via, e partecipare alla Ring Cap caccia al tesoro in giro per il
mondo la cui iscrizione costa 100 mila euro.
Mi piacerebbe però segnalare ai “signori bene” di Torino, un’altra
realtà, lontana dalle serate mondane ma molto vicina alle loro case.
L'impietoso Rapporto Istat 2007: la forbice tra chi paga i
caffè con un assegno in bianco e chi non arriva a metà del mese continua a
crescere, soprattutto al Sud. Qualcuno fa lacrime da coccodrillo, qualcun altro
si scarica la coscienza. Poi, la sera, tutti a festeggiare al ristorante:
obiettivo raggiunto, avanti il prossimo.
Le
famiglie povere in Italia sono circa 2,6 milioni, ossia 7.537.000 persone, pari
al 12.9% della popolazione, mentre altri 2 milioni sono quelle molto prossime
alla soglia di povertà. Sottolinea inoltre che in 4 anni la povertà e' rimasta stabile
ed identiche sono le maggiori caratteristiche delle famiglie in stato di
povertà.
L’istat calcola la povertà relativa sulla base di
valori convenzionali: per una famiglia di due componenti è pari a 970,34 euro;
per una persona si attesta a 582,20 e per una famiglia di quattro a 1581,65
euro. Le famiglie che hanno una spesa media mensile pari o inferiore a questa
soglia vengono classificate come povere.
Anche al nord dove la situazione
sembra meno allarmante si può notare come il miglioramento della condizione
degli anziani si è stabilizzato, dopo i miglioramenti degli scorsi anni.
Inoltre la poverta' risulta in crescita anche per le famiglie con a capo una
persona ritirata dal lavoro, da 5,2% a 6,9%, con basso titolo di studio, da
7,7% a 9,5%, o composte da due componenti, 4,2% a 5,4%.
Una scelta difficile quella di
decidere se rinascere ricco o povero…il dilemma rimane: comprare un atollo
alle Maldive o pagare l’affitto a fine mese?????
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