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Ha fatto molto scalpore la morte del ragazzo diciannovenne, nel milanese, ad un rave svoltosi durante le vacanze pasquali. Uno scalpore incomprensibile, scaturito da una situazione talmente conosciuta e diffusa, da non avere in sè, alcun lato oscuro.
L'alleanza tra stupefacenti e discoteche, è cosa arcinota ai frequentatori di discoteche, come ai gestori dei locali, ed alle forze dell'ordine. Decessi avvenuti per abuso di stupefacenti, non mi sembra costituiscano a loro volta, un evento straordinario. E allora perchè tanto scalpore?
Perchè nel momento in cui ci scappa il morto, tutti sentono sulle loro spalle la responsabilità dell'accaduto. I genitori per non essere stati presenti, gli amici per non aver neppure tentato di frenarlo, le forze dell'ordine, che in questi casi non sanno bene se tenere la sirena accesa, oppure no.
Questo morto, (a differenza dei morti per eroina ad esempio), veste ancora i panni dell'adolescente, caduto nella tela di una compagnia sbagliata, su cui la sfortuna ed il destino, hanno voluto accanire i propri artigli. Questa però è una visione faziosa della realtà. Comoda, malleabile, adatta o adattabile ad ogni ruolo e ad ogni caso analogo. Ma la verità non è proprio questa.
La verità vuole che ci siano migliaia di adolescenti in giro per il mondo, e migliaia di genitori assolutamente ignari dei luoghi frequentati dai loro figli. Che questi adolescenti, abbiano la possibilità di acquistare con 10-15€, acidi ed anfetamine, con la stessa facilità con cui si va dal vicino di casa a chiedere il rosmarino.
Che quelle stesse sostanze, nella stragrande maggioranza dei casi, sia proprio un amico della comitiva a procurarle ed a venderle tra gli amici. Che proprio i genitori, dovrebbero farsi trovare svegli molte volte, al ritorno dei loro figli dalla discoteca, apposta per non credere che quella faccia segnata, sia il risultato di qualche birra di troppo, o del vento forte che irrita gli occhi.
Che proprio i genitori, dovrebbero disturbarsi a seguire ogni tanto i loro figli adolescenti, ed osservarli magari da lontano, per vedere con i proprio occhi cosa fanno con i loro amici.
Che un adolescente attraversa un'età difficile, ed andrebbe seguito con attenzione, e che considerarlo "ormai grande", lo espone quanto mai, ai pericoli di cui stiamo parlando.
La colpa è dunque tutta dei genitori? La colpa è tutta dei genitori, quando ai genitori piove addosso un macigno di inconsapevolezza.
La colpa è dello stato che non fa nulla per fermare un traffico di stupefacenti che viaggia su navi mercantili e non certo negli ovuli ingeriti da qualche disperato.
La colpa e dei media, che vogliono far passare come una disgrazia la piaga della droga, mentre è uno dei mercati più fiorenti al mondo, in cui tutte le organizzazioni criminali investono risorse.
Una campagna informativa seria, sarebbe un buon punto di partenza, per cambiare le cose, e rendere tutti maggiormente responsabili.
Altrimenti, non si potrà far altro che aspettare con tranquillità, che un altro adolescente esageri nell'assunzione di una qualsiasi sostanza. E offrire una spalla su cui piangere, alla disperazione degli ignari genitori.
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