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Quando il problema è levarsi dalle balle i Cattolici Stampa E-mail
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Scritto da Maurizio Caudana   
lunedì 09 febbraio 2009

L'ingerenza della Chiesa negli "affari" dello Stato Italiano, è un tema ricorrente per molti, se non addirittura ossessivo. Ogni volta che una discussione pubblica prende piede sulle pagine dei giornali, o attraverso le televisioni, al riguardo di tematiche a grande impatto sociale, (famiglia, figli, vita umana, aborto), per alcuni pare inconcepibile che la Chiesa Cattolica esprima una posizione, e inviti i propri fedeli ad appoggiarla, e a sostenerla.

Così, non è raro trovare diversi cittadini Italiani, estranei alla Chiesa Cattolica, lamentarsi della possibilità della Chiesa di Roma, di condizionare l'opinione pubblica, e di contrastare con i mezzi che la democrazia offre, quelle correnti di pensiero, e quelle opinioni espresse liberamente da alcuni, che vanno contro quello in cui la Chiesa crede, e che reputa quindi inaccettabile, se non addirittura inconcepibile.

Si sente spesso levarsi quasi indignata, la richiesta di una svolta radicale nell'atteggiamento che la politica dovrebbe assumere, secondo alcuni, nei confronti della Chiesa Cattolica e dei suoi esponenti, degradandoli ad un gradino inferiore, meno capace di influenzare l'opinione pubblica, e meno influente nelle discussioni politiche, per le quali sarebbero preferibili soluzioni, frutto dell'espressione della libertà individuale, delle scelte individuali, e dello stile di vita personale, per i quali non è richiesta, (e tantomeno gradita), l'opinione di Sacerdoti e Vescovi.

Senza poi parlare di quei temi, come la Famiglia ed i figli, per i quali la condizione di celibato nel quale il clero ha scelto di vivere, li renderebbe come indegni di esprimere qualsivoglia opinione in merito, banalizzando in modo fumettistico, una scelta che qualsiasi osservatore, dovrebbe per lo meno pesare sulla bilancia della convenienza.

merda-dartista.jpgMa per quanto mi riguarda, non sono per nulla scandalizzato o indispettito dall'esistenza di correnti di pensiero, contrarie ed avverse al pensiero della Chiesa, che mi rassicurano invece, sull'ottimo livello raggiunto oggi dalla libertà di espressione nel nostro paese.

Mi preoccupa molto invece, la volontà di queste nuove correnti ideologiche, di zittire la voce della Chiesa, quasi che il peso delle sue opinioni fosse un atto di forza, e non invece il frutto del sostegno e della fiducia che una parte dei cittadini Italiani hanno, nel lavoro, nella cultura e nella fede promossa dalla Chiesa Cattolica.

E su questo punto, vorrei rassicurare quanti credono i fedeli, alla stregua di beoti senza facoltà di pensiero, di non crucciarsi per la nostra salute mentale, tenuta in costante allenamento da un aspro confronto con il Clero, e non certo viziata da un semplicistico atteggiamento accondiscendente, verso le tematiche discusse e sostenute dalla Chiesa stessa.

I Cristiani quindi, sono persone capaci di valutare quanto gli viene proposto, ma a differenza di quanti criticano, hanno anche la volontà di dedicare qualche minuto alla comprensione dei temi, ed ai motivi che spingono ad appoggiare una certa linea di pensiero, anzichè un altra, abbandonando la convinzione per cui il bene personale, dipenda esclusivamente dalla volontà personale, e sposando invece l'idea per cui il bene comune, può ben valere una rinuncia personale.

Ma a molti può far comodo raccontare un Cristianesimo in rovina, ormai superato, non più in grado di far presa sulle persone, che non sono disposte oggi, a tollerare le sue "folli teorie", come avveniva invece in un recente passato.

Questo perchè la Chiesa è rimasta in Italia, l'unica espressione culturale sopravvisuta alla storia, capace di contrastare con forza le vere follie culturali del nostro tempo. E molti non vedrebbero l'ora, di levarsela dalle balle una volta per tutte, per poter condizionare in modo incontrastato, l'opinione delle masse.

 

Commenti 

 
+1 #2 Maurizio Caudana 2009-02-09 13:44 Il fatto che tu possa essere contraria al Cristianesimo, ed esserlo pubblicamente, è la dimostrazione che la teocrazia di cui hai timore, è lontana anni luce.

Una teocrazia è un totalitarismo religioso. Qui il problema è inverso: un totalitarismo antireligioso.

Ora, che nessuno chieda l'opinione delle altre religioni, sarà riferibile alla scarsa rappresentanza delle altre religioni nel nostro paese, non credi?. Se un giorno i Buddisti saranno più numerosi, stà sicura che faranno sentire la loro voce, come fanno già oggi in molti paesi asiatici.

Il problema dunque non sta nel seguire SOLO il volere dei Cattolici, (anche se sono molto radicati nella società); il problema sta nel riuscire a formare una maggioranza alternativa e sfruttare la democrazia e gli strumenti che essa offre, per far valere a suon di voti e di influenza politica le proprie idee.

Qui si fanno un sacco di piagnistei, e si tenta di delegittimare la Chiesa con ogni mezzuccio propagandistico possibile, senza offrire invece la più banale delle risorse: un'alternativa che sappia raccogliere i voti necessari ad indirizzare lo stato nella direzione voluta…
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0 #1 Eta 2009-02-09 11:21 Ciao,
ho molto apprezzato il tuo post, perchè lontano dal mio pensiero personale e quindi estremamente costruttivo (almeno per me).
Vorrei però chiarire quello che è la mia visione da anti-cattolica (oddio come suona male!).
Il problema non è che la Santa Sede dica o meno il proprio pensiero, ci mancherebbe, è più che corretto.
Ciò che non è corretto e che è una forma di intromissione intollerabile è che spingano i politici a comportarsi come loro desiderano con lo spauracchio di voti in meno.
L'Italia è uno stato laico il che vuol dire che ogni individuo ha lo stesso valore e non contano razze, pensieri o religioni.
Allora io mi chiedo perchè nessuno chiede mai ai monaci budditi, a musulmani, a ortodossi (ecc) qual è la loro visione? Perchè Loro non esistono mai nel nostro Paese?
Qual è allora la differenza tra noi e l'Iran se lo Stato segue il volere solo dei Cattolici?
E' una teocrazia, in cui, come non-cattolica, non mi sento più tutelata.
E questo fa paura.
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