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Quale investimento limita i rischi di una crisi economica? Stampa E-mail
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Scritto da Maurizio Caudana   
lunedì 13 ottobre 2008

Mi sono promesso di non parlare della crisi finanziaria che sta travolgendo i mercati di tutto il mondo, perchè sono sicuro, che anche il più assiduo frequentatore di questo blog, lo abbia appreso da altre fonti, e abbia già avuto modo di sentire opinioni e commenti, molto più autorevoli di quelle del sottoscritto.

Ma in tutto questo turbinio di notizie, ribassi, ed opinioni illustri, si affaccia ben presto alla mente una domanda, che nelle analisi giornalistiche non trova spazio, come molte altre a ben guardare.

Se questo sistema-mercato ha dimostrato in un solo mese tutta la sua fragilità, tanto da portare la nazione più ricca del pianeta sull'orlo della catastrofe, e la vecchia Europa, ad assorbire con gran fatica un duro colpo finanziario, ci si domanda quale sia il giusto investimento, che meno sia soggetto agli andamenti del mercato?

La domanda è certo pretenziosa, e non si può dire che esista una forma di investimento, completamente esente da rischi e da catastrofi, finanziarie o naturali che siano. Ogni forma di investimento, è irrimediabilmente soggetta agli eventi, che andranno a formare il futuro. Ma non ci si può dare per vinti di fronte alla sorte, che per quanto avversa ed incontrastabile, non ha mai preteso l'assoluta tribolazione del genere umano, o addirittura la sua fine senza scampo.

fierabolzano.it.jpgIl problema deve essere orientato verso le necessità umane, e le indispensabili risorse che qualsiasi uomo coscienzioso, dovrebbe diligentemente curare, ed avere a disposizione. Le necessità umane primarie, rappresentano il migliore investimento in cui spendere tempo, denaro, risorse, e quant'altro a disposizione.

Per quanto grave e profonda una crisi economica possa essere, ogni uomo continuerà ad avere le sue necessità primarie, che al di là della quantità di denaro a disposizione, dovranno comunque venire soddisfatte, per non metterne a repentaglio l'esistenza.

Si deve dunque tornare ad un discorso di indipendenza, nel mantenimento di tutti quegli aspetti, che fanno parte della quotidianità di ogni essere umano, e che prendono il nome di bisogni primari.

Dopo la rivoluzione industriale, l'informatizzazione, ed i vantaggi derivati dall'uso delle tecnologie in larga scala, torna a far sentire la propria voce la necessità che ha accompagnato l'uomo fin dalla sua nascita, e lo ha costretto a contatto con la terra, e la natura.

Lo sfruttamento della terra, al fine di trarre le risorse alimentari necessarie al mantenimento del nucleo familiare, ed il conseguente allevamento del bestiame, dovranno essere riconsiderati da ogni singolo abitante dei paesi industrializzati, come mezzo di sostentamento irrinunciabile, oltre qualsiasi boom economico o momento di fiorente ricchezza.

Potrebbe sembrare assurdo parlare di un "ritorno alla terra", e comprendo che l'incertezza di fronte a questo pensiero coglie anche me, che lo sto riportando in lettere. Ma suona più assurdo pensare, che una società debba aver bisogno di insegnare ai propri figli, da dove provengano uova, farina e latte, perchè in vita loro, non hanno mai avuto alcuna esperienza a contatto con la natura, con i suoi cicli, ed i suoi prodotti.

Che la normalità della natura torni a far parte della vita di ogni giorno, pone oggi una sfida non indifferente, per chiunque viva distante da un contesto favorevole a tale scopo; ma in questo modo fa anche sentire, quanto lontana sia buona parte della nostra società, dalla capacità di sopravvivere autonomamente.

Non mi aspetto che questa nostra società moderna, possa mai prendere in seria considerazione questo aspetto, ma se dovessi darmi un serio consiglio su quali progetti fare per il futuro, non escluderei per nulla, quello di acquistare un appezzamento di terra, e tornare allo sfruttamento della natura.

Potrebbe tornare utile molto presto, visto i tempi che corrono.

 

Commenti 

 
0 #1 Riccardo 2008-10-13 20:52 Si prospettano tempi brutti per tutti..E i tempi non erano gia dei migliori, ne per noi ne per l\'america e le sue guerre.. Citazione
 
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