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Preoccupazione per le donne che hanno scelto di prostituirsi Stampa E-mail
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Scritto da Maurizio Caudana   
martedì 29 dicembre 2009

C'è un paradosso che continua a manifestarsi ogni volta che qualcuno, ministro, personaggio pubblico, o semplice interlocutrice, si esprima al riguardo del fenomeno storico della prostituzione. Il paradosso riguarda un semplice quanto ignorato punto di osservazione del fenomeno, che discute del problema prostituzione, considerandolo esclusivamente come un problema.

Nessuno mai, (se non casi rari e sporadici), considera la possibilità che una donna possa scegliere di prostituirsi, e discuta del fenomeno alla luce di questa possibilità. E nemmeno le femministe fossili che ancora oggi urlano alla libertà di scelta su alcuni temi, si sporgono a difesa dello stesso concetto in altri ambiti.

Una professione certamente discutibile, ma lasciata in balia dell'irregolarità, non avendo nessun modo per essere riconosciuta nel mondo del lavoro, e ancor meno in luoghi specifici per l'esercizio della professione.

L'obiezione classica introduce il problema della tratta delle donne, che dai paesi poveri vengono introdotte sul nostro territorio, ed indotte alla prostituzione contro la loro volontà. E non potrei che trovarmi daccordo con questa osservazione, non fosse che allo stato attuale, le "non leggi" del nostro paese favoriscono la sopravvivenza dello sfruttamento, rendendo omogeneo il panorama di illegalità che sovrasta l'intera categoria.

mara-carfagna__strada.jpgA conferma di queste mie affermazioni, le parole del Ministro Mara Carfagna che interpellata sul tema, dopo un acceno a non meglio definite "opportunità diverse per le prostitute", dichiara che, "..mi preme chiarire che non ho mai parlato di case chiuse e che non è pensabile legalizzare la prostituzione visto che lo Stato si sostituirebbe allo sfruttatore. Per questo rimane ferma la legge Merlin".

Lo Stato sostituirebbe lo sfruttatore. Meglio la legge Merlin che ha reso illegali i bordelli, per lasciare le prostitute in mezzo alla strada. Meglio lasciar fare il mestiere a chi lo fà da sempre. Agli sfruttatori veri, che rapiscono, minacciano, violentano, picchiano e mettono sulla strada ragazzine appena ventenni, se non minorenni, che probabilmente non sono mai uscite per più di qualche chilometro dal loro paese di nascita.

Forse lo Stato risulterebbe uno "sfruttatore" migliore di quelli che fino ad oggi ci sono stati mostrati. Uno sfruttatore capace di garantire la sicurezza e l'incolumità personale di chi pratica questa professione per scelta, dividendo gli introiti con lo Stato, come tutti i lavoratori che si rispettino, e che meritino rispetto.

Se lo Stato offrisse la regolarità e gli opportuni controlli a garanzia della categoria, ci sarebbero luoghi e persone in regola capaci di offrire la certezza della libera scelta, ed altri totalmente irregolari, e quindi degni di indagine ed accertamenti approfonditi, non appena scoperti.

Proprio come accade nei magazzini tessili cinesi presenti nel nostro paese, nei campi di pomodoro del meridione, nei cantieri edili che fuori da ogni diritto lavorativo sfruttano migliaia di lavoratori, tenendoli in condizioni si semi schiavitù, facendoli lavorare per tutto il giorno, lasciandoli in balia dei diritti negati.

E non mi pare che l'industria tessile Italiana, l'agricoltura e l'edilizia, siano considerate fuori legge, o che lo Stato si preoccupi degli introiti che intasca da queste professioni. Semplicemente scopre, accerta e chiude le attività irregolari, arrestando chi deve essere arrestato, e rispedendo a casa o liberando chi deve essere rispedito a casa o liberato.

Concludo dicendo che anche io sono preoccupato per le donne che scelgono di prostituirsi, e di certo darei il meglio di me per tentare di spiegare cosa sia la dignità personale, e perchè vada rispettata e donata ad un solo uomo che sappia averne cura, anzichè venduta pezzo dopo pezzo, a uomini sconosciuti.

Ma questo include quella volontà di chiarezza, oggi annebbiata da un clima di illegalità abilmente coltivato da chiunque abbia governato questo paese e discusso questo problema.

 
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