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Più di milioni di parole - Un corto di Ted Chung Stampa E-mail
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Scritto da Maurizio Caudana   
venerdì 27 febbraio 2009

Solo un regista giovane come il Californiano Ted Chung, avrebbe potuto riassumere in un corto, l'insolito silenzio emotivo attraversato dalla nostra generazione in questo momento storico.

Perchè nonostante la libertà sessuale vantata, è indiscutibile che gli uomini e le donne di oggi, stiano attraversando un momento di non-comunicazione tra i due sessi, come non si era mai visto prima.

Certamente siamo stati in grado di sostituire la comunicazione verbale, con quella corporea, che la fa da padrona sui media, ma anche nella vita delle persone comuni, sempre più attente e attratte dall'esteriorità, e sempre meno interessate alla cura delle relazioni interpersonali, schiacciate dalle difficoltà nello stringere nuove amicizie, e nell'intraprendere nuove relazioni.

Una grande aspettativa sessuale dunque, accompagna la nostra generazione, pronta a mettere in gioco i propri genitali in una sola sera, ma molto attenta ed impaurita nell'andare oltre, ed inoltrarsi nell'ambito delle responsabilità.

Eppure l'uomo e la donna sono fatti per incontrarsi, conoscersi, piacersi, tenersi compagnia.

Tutte cose naturali, ma così lontane dalla quotidianità di molti, da non permettere di pensare con naturalezza, che l'interesse per una persona, potrebbe essere ricambiato, nella più comune delle situazioni che possiamo vivere ogni giorno.

Interessarsi ad una persona, vale molto più di milioni di gesti, atteggiamenti, parole, vestiti.

 
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