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| Partito Democratico: tanta democrazia per nulla |
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| Scritto da Maurizio Caudana | |
| lunedì 23 febbraio 2009 | |
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Ho seguito con grande attenzione le ultime ore di vita del Partito Democratico. E non lo dico con l'arroganza dell'avversario politico, o ancor peggio, del tesserato deluso: lo dico alla luce dei fatti, che hanno portato a rimuovere il sondino, che ancora alimentava e teneva in vita il Partito Democratico, fino al pomeriggio di sabato 21 Febbraio. Ho seguito senza volerlo, l'evolversi delle ultime ore di questo movimento politico, "avanzato" dagli elettori della sinistra Italiana, proprio come una pietanza messa in frigorifero, nella speranza di riuscire a mantenerla buona, fino al giorno dopo. Le dimissioni di Veltroni, all'indomani della sconfitta nelle elezioni regionali Sarde, hanno mostrato un barlume di vita, ed uno sprint di atletica politica, che ha sfatato un mito ormai consolidato: l'inamovibilità dell'uomo politico. Tutti ci eravamo ormai convinti, che un politico fosse tale a vita, e che nessuno scandalo, sconfitta, o ricambio generazionale, potesse in alcun modo spostare il politico dalla propria posizione. Un incarico a vita, che non lascia spazio ai ripensamenti ed alle sconfitte, e tantomeno alla realtà dei voti elettorali, in caduta libera per il Partito Democratico. E invece Veltroni, molto amato e rispettato già come Sindaco della città di Roma, ha dato dimostrazione di saper andare contro corrente, accettando la sconfitta, e lasciando il posto ad altri, più adatti e capaci di lui, si spera.
Ed il mio interesse nei confronti di questo scatto convulsivo interno, (che faceva quasi sperare in un colpo di reni decisivo, che avrebbe saputo risollevare l'onore del movimento), andava aumentando di minuto in minuto, nell'attesa che le primarie fossero accolte dalla dirigenza, e aperte di lì a poco, nel rispetto degli elettori, e della democrazia. E come ormai tutti sanno, le primarie non sono state accolte, ma rimandate al prossimo congresso del Partito, che si terrà ad Ottobre. Nel frattempo, vista l'urgenza del momento, ed il vuoto lasciato da Veltroni, si è deciso per una elezione immediata, fatta a tavolino dai vertici del partito, che guiderà il movimento per i prossimi mesi, nella figura di Franceschini. Benissimo, diranno alcuni, ci sarà il tempo di organizzare al meglio il Congresso, e di richiamare il maggior numero di elettori possibile per le primarie, che saranno davvero l'espressione del volere del Partito. Ma ci sarà anche il tempo a Giugno, di candidare i migliori elementi del partito alle elezioni Europee. E visto che a pensar male non si sbaglia mai, (lasciatelo dire a un Piemontese), ho quasi la certezza che l'Europa sarà la meta dei tanti che, affrontando le primarie, sarebbero stati silurati dall'elettorato del Partito. Così, il sacrificio di Valter, non ha giovato alla salute ed alla sopravvivenza della dignità del movimento. Il sacrificio di Valter ha salvato la reputazione e l'onore di Valter, capace di ammettere e farsi carico delle conseguenze di una sonora sconfitta. Per gli altri, non è rimasto altro che un ultimo colpo di mano, per tentare di salvare il posto, ed andare in Europa, lasciandosi alle spalle l'Italia, l'antipolitica, il Partito Democratico e la Democrazia. Alla quale anche la Sinistra ha deciso di staccare il sondino che la manteneva in vita, lasciando ad altri il terribile rischio di poter essere mandati a casa proprio oggi. |
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nella nostra zona non è possibile ricevere nessun segnale, n... leggi...



Ed a questo punto, in
seguito a questo gesto storico di rinuncia, gli stessi tesserati e
sostenitori del partito democratico, chiedevano a gran voce la
possibilità di fare le primarie, e lasciare al risultato dei voti
interni al partito, la nomina del nuovo segretario, che avrebbe guidato
il movimento, da quel punto in avanti.




