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Ostensione della Sindone? No grazie. Stampa E-mail
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Scritto da Maurizio Caudana   
venerdì 15 gennaio 2010

La Sindone è una reliquia che per la Fede ha importanza a tempo determinato, diventando fondamentale negli anni delle ostensioni. Se al di fuori del periodo di ostensione veniste a Torino in cerca della Sindone, trovereste in Duomo molte immagini stampate, ma non vi sarebbe possibile vedere la vera Sindone. Che non è nascosta chissà dove, ma semplicemente chiusa al pubblico, e lasciata nel transetto sinistro del Duomo di Torino a riposare, come fosse un vino d'annata nell'attesa di essere degustato.

Comprendo bene per quale motivo si sia scelto di esporre la Sindone in determinate occasioni, ma dalla fine degli anni '90 la tecnica di conservazione del telo non si affida più all'isolamento come risorsa, che ha lasciato il passo ad una spessa teca di vetro , isolante ed indistruttibile. Teca che conserva il telo disteso e non più piegato, come avvenuto per secoli.

sindone_ostensione2010.jpgTelo, che grazie a questa teca non risente più dei danni causati dalla presenza dell'uomo, che con il calore ed il respiro, crea condizioni sfavorevoli alla conservazione di tutto ciò che è organico. Lo sanno bene i grandi musei, che fanno di tutto per preservare le opere esposte al pubblico da questo genere di danno.

Sia chiaro che la Sindone ha per me grande importanza, sia a livello affettivo, in quanto custodita nella mia città, che religioso, raccogliendo in sè un insieme di indizi che inevitabilmente portano alla Croce, e più in particolare al Crocifisso dei Vangeli. Al di là delle questioni sull'originalità del telo, non ci sono dubbi che i riferimenti siano molti, e di grande importanza religiosa.

Ed è proprio l'importanza religiosa di questa reliquia, che mi fà domandare per quale motivo ancora oggi ci si attenga ai periodi di ostensione, anzichè lasciarla esposta in modo permanente, come accade per tutte le altre reliquie?

Diventa così grottesco ai miei occhi quell'afflusso di persone che per un mese giungerà a Torino, e come formiche faranno la coda per restare infine pochi minuti di fronte al prezioso telo. Pochi minuti di scarsa e superficiale religiosità, sminuita dall'ambiente caotico e dal flusso di fedeli, che non consentono il necessario raccoglimento.

E allora, cosa rappresenta oggi l'ostensione della Sindone? Che senso hanno le ostensioni private? E a chi è riservato oggi questo privilegio nobiliare?

La Curia di Torino ha sempre promosso la lettura del telo, e la comprensione delle immagini impresse su di esso, più che la venerazione della reliquia, ed il contatto diretto dei fedeli. Ed è questa la scusa propinata al sottoscritto qualche tempo fa, da chi gestisce il sito web Sindone.org , in risposta alla domanda che chiedeva appunto il perchè delle ostensioni, anzichè l'esposizione perenne?

Risposta che apre le porte ad una seconda, quanto ovvia domanda: perchè allora l'ostensione assume valore e riconoscimento religioso, con tanto di Santo Padre in visita?

Mi è stato risposto con grande naturalezza che i veri fedeli non fanno certe domande, come se il presupposto per essere un fedele fosse quello di non pensare, di non chiedere, di non essere individuo indipendente, ma collettività uniformata. Piacerebbe forse allo scribacchino che mi ha risposto, ma per fortuna la Chiesa e la Fede non appartengono a lui, e tantomeno a me.

Per questo ci si deve interrogare e confrontare anche sulle questioni religiose: per capire fin dove è Volontà di Dio, e dove invece ha inizio la volontà umana, abilmente divinizzata dall'uso improprio di argomenti ed oggetti Sacri.

 

Commenti 

 
-4 #1 Mara 2010-02-02 14:27 Il 13 ottobre 1988, durante una conferenza stampa, il cardinale Ballestrero annunciò i risultati: il carbonio 14 ha fornito una datazione compresa tra il 1260 e il 1390.

La datazione corrisponderebb e al periodo in cui si ha la prima documentazione storica che si riferisca con certezza alla Sindone di Torino (1353).

la sindone non è sacra. è un falso del 300.

così come altre reliquie trovate in giro qua e la, tra cui risultano i 35 prepuzi di gesù Cristo.

cattivo gusto di scegliere questa parte coem reliquia a parte, non credo che Gesù, se mai fosse esistito, abbia avuto 35 prepuzi.
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