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Scritto da Susanna de Palma   
martedì 10 aprile 2007

Sui Dico passano dei messaggi che non sempre corrispondono al vero, nello spirito e nei contenuti. Il provvedimento non è ambiguo e la famiglia "non è messa in discussione". Mi rincuora leggere le parole che Don Luigi Ciotti, fondatore del gruppo Abele e presidente di Libera, ha dichiarato nei giorni scorsi in un'intervista all'Unità sul tema dei Dico e del Family day... 

Ciotti si dice amareggiato per il fraintendimento mediatico e non, che aleggia su questo tema. Concordo. Credo che “I Dico” non aprano ai matrimoni gay e alle adozioni gay. Parlano invece di diritti, di attenzione ad altre fatiche, di speranze e dignità.

È proprio un non voler capire...

Intervenendo sul sostegno della Cei al Family day, con la raccomandazione ai vescovi di non parteciparvi ma la possibilità per i parroci di essere in piazza, don Ciotti osserva: "mi fa sorridere questo invito alla piazza: i parroci ci vadano ma i vescovi no. Almeno un atto di coerenza! Se così dev'essere, l'invito sia almeno rivolto a tutti".

E aggiunge don Ciotti: "è la non conoscenza dei Dico che è irrispettosa. L'adunata in piazza... E pensare che molti di noi sono stati richiamati all'ordine per aver manifestato in passato a fianco dei lavoratori o per la pace e la giustizia sociale. Siamo stati rimproverati perchè non era opportuno”.

E allora mi chiedo: il 12 maggio prossimo che accade?

 

Commenti 

 
0 #1 Maurizio Caudana 2007-04-10 21:11 Oddio, il provvedimento è ambiguo eccome! Se non apre le porte ai matrimoni gay, o a famiglie alternative, che motivo hanno di esistere i dico? Citazione
 
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