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Quando un anno fa era in vacanza in
Sicilia e i vigili urbani di Agrigento gli avevano fatto una multa
per divieto di sosta nella Valle dei Templi, lui, il giornalista
britannico della Reuters Giles Elgood aveva deciso di non pagare: "Tanto in Italia le multe non le paga nessuno, no?", scrive
con autoironia..
Ma quando gli è arrivata a casa, in Gran
Bretagna, la raccomandata che lo invitava a pagare quella vecchia
multa di 83 euro, Elwood ha deciso "a malincuore, che era tempo
di pagare".
E sul notiziario dell'agenzia di stampa per
cui lavora racconta la corsa a ostacoli alla quali si è
sottoposto per espiare quel gesto da "furbetto" -
"L'inferno della mia multa siciliana" èil titolo del
suo reportage - attraverso tentativi, codici bancari rifiutati,
telefonate su telefonate a vuoto, ricerche internet, amici che
parlano italiano più volte scomodati.
"La lettera
del consolato - scrive - non mi era d'aiuto. Il messaggio era: non
contattare noi, ma rivolgiti alla polizia (municipale) di Agrigento.
Ma l'unico indizio della multa annessa era il numero di telefono dei
vigili, "accuratamente cancellato". Elgood dice di essere
riuscito a trovare un numero di telefono dei vigili di Agrigento su
internet. Un amico che parla italiano chiama per lui e ottiene il
numero di una banca d'appoggio in Sicilia, che comunica i codici per
il bonifico.
Elgood contatta la propria banca, ma il bonifico
torna indietro: il codice non funziona. Si rende conto infatti di
essere in possesso solo di 12 cifre delle 27 richieste. Inutili -
racconta il giornalista inglese - i tentativi di contattare
telefonicamente banca, comune o vigili agrigentini. Sul sito web
trova però un indirizzo email, al quale l'amico invia una
"lettera di elaborata cortesia italiana" chiedendo lumi per
poter pagare la multa che lui vuole pagare. Niente da fare: l'email
torna al mittente.
Un'ulteriore telefonata dell'amico ai vigili è
anch'essa inutile: l'interlocutore spiega che le istruzioni sono
sulla notifica della multa. Ma il problema è proprio che non
ci sono. Nuova telefonata alla banca, sempre le stesse 12 cifre di
prima. Si torna al via. Subentra quindi un momento di disperazione in
cui teme di non poter pagare, ma in cui rigetta il consiglio di un
collega romano a cui si rivolge e che gli consiglia di nuovo il
peccato originale: "non pagare".
Si riparte,
tentando un nuovo approccio: Elgoog torna in banca. Prega perché
siano i custodi del suo conto corrente a contattare i loro colleghi
italiani: "Dovrebbero parlare lo stesso linguaggio fra banche",
dice a s' stesso il giornalista della Reuters.
Alla fine si
riesce ad avere il codice completo, la multa viene (forse) pagata e
lui riceve una lettera di conferma. "Il mio inferno della multa
siciliana dovrebbe essere terminato" e ora "non ho nulla da
temere la prossima volta che atterro a Fiumicino", scrive
Elgood.
Ma il dubbio resta: torna all'assalto quando Elgood si fa
tradurre l'ultima noticina della lettera di conferma: "La
presente notifica non è una conferma che il beneficiario abbia
ricevuto l'importo dovuto...". "Bé, ce l'ho ,messa
tutta, dice. Se ad Agrigento non hanno ricevuto quesi soldi, conclude
"sanno dove trovarmi".
Fonte Ansa.it
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