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Personalmente mi reputo una persona pragmatica, o, come si dice colloquialmente, una persona "pratica". Ho l'abitudine di discutere poco i problemi, e di dedicare il tempo della discussione, ad analizzare ed effettuare tentativi, per risolvere la questione. Noto invece che nell'era dei media, qualsiasi discussione prende la dimensione dell'evento con una facilità estrema, tanto che in alcuni momenti, sembra non ci sia altro di cui parlare.
Quando poi le discussioni prendono vita nei forum o nei commenti di un articolo, davvero non se ne cava più nulla di buono. Ognuno si sente un "Doge", con le proprie opinioni da esporre come fossero legge, pur non avendo titoli o argomenti validi da far valere e da intavolare.
Mentre, quando si discute di persona, (o comunque al di fuori dei momenti "caldi" della discussione), è molto più semplice che le cose davvero importanti, vengano alla luce, e saltino agli occhi di chiunque, al di là delle opinioni personali. Per questo motivo scelgo questo momento per parlare di aborto, durante le elezioni, quando l'attenzione delle masse è orientata su altri temi, e gli animi sono maggiormente disposti a valutare con lucidità l'argomento.
Non sono qui per condannare o giudicare. Non ne ho titolo, e tantomeno capacità. Chi ha scelto di abortire faccia i conti con se stessa, e goda della propria soddisfazione, se è questo che ha ottenuto dal suo gesto. Credo però che le donne profondamente felici di aver fatto ricorso all'aborto, siano davvero poche, e di queste, molte esistano solo sulle pagine dei giornali, senza le quali la campagna Pro aborto, avrebbe davvero vita breve.
Sono assolutamente contrario all'aborto, ma sono anche convinto, che il proibizionismo non offra l'opportunità di una vera crescita culturale all'interno di una società civile. Ognuno deve essere libero di fare le proprie scelte, sopratutto nella sfera delle decisioni che condizioneranno in un modo o in un altro, la propria vita.
Ma su di un argomento così delicato come l'aborto, in cui la scelta, determina l'esistenza o meno del nascituro, sarebbe opportuno fare di tutto, per convincere la donna stessa, a far nascere la creatura che porta in grembo, prima di agevolarla nell'iter, che la portarà a perderlo, per sempre.
Non trovo in questo nulla di limitativo, o contrario alla libertà
individuale. La donna che richiede di effettuare un aborto, dovrebbe
trovarsi di fronte del personale medico, disposto a spendere qualche
minuto e qualche parola, per tentare di salvare la vita del nascituro,
fino all'ultimo momento disponibile.
Del personale preparato, che pensi anzitutto ad informare
la donna, proponendo alternative, soluzioni, e tutto quanto in possesso
di una società civile, attenta ai drammi che si svolgono al proprio
interno. Mentre, purtroppo, ad oggi gli ospedali liquidano come una
routine, una scelta che porta in sè mille ripensamenti, ed il peso
insostenibile dell'indecisione.
Effettuare un aborto, o rimuovere un neo, sottopone la paziente,
allo stesso iter ospedaliero. E questo, al di là dell'essere pro o
contro l'aborto, trovo sia una leggerezza molto comoda al personale
medico, che sottrae la propria responsabilità professionale,
all'aspetto umano della paziente, a cui è lasciato tutto il carico del
rimorso postumo, che la accompagnerà per tutta la vita, e di cui
purtroppo, ancora è ignara.
Liquidare come un tecnicismo medico, la nascita o meno di un essere
umano, rende la medicina ed il personale medico un qualcosa di
asettico, tanto quanto gli strumenti utilizzati per gli interventi.
Eppure la medicina dovrebbe salvare la vita, non certo stroncarne la
nascita.
Qui però mi sto inoltrando in un campo morale, che non era mia
intenzione includere in questa breve riflessione.
Preferirei continuare
a tenere in luce l'aspetto informativo, che tenta di proporre
un'alternativa all'aborto, e fa di tutto per mostrare alla paziente,
aspetti risolutivi differenti, per una gravidanza non voluta, che una
persona in un momento difficile, potrebbe non essere in grado di vedere
chiaramente, ma che, un aiuto concreto, potrebbe mettere
facilmente in luce.
Sarebbe già un buon punto di partenza, nel tentare di arginare il
più possibile, uno dei drammi più grandi che accompagna la nostra
società moderna, nell'analisi delle differenze, tra la libertà
individuale, ed i doveri di ognuno.
Salvare una vita, dovrebbe rientrare senza dubbio, tra i principali doveri di ognuno.
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