|
Il Maxiprocesso è il nome sotto il quale viene ricordato un processo
penale iniziato il 10 febbraio1986 e terminato il 16 dicembre1987 e tenuto a Palermo
nell'aula bunker.
Fu chiamato appunto maxi processo in quanto furono indagate
più di 400 persone, per crimini legati alla criminalità organizzata. Il
verdetto complessivo ammontava a 19 ergastoli, 2665 anni di carcere, undici
miliardi e mezzo di lire di multe e 114 assoluzioni.
Esso fu considerata la
prima reazione importante dello stato a cosa nostra, ed in questa occasione si
è finalmente affermato il reato di mafia. Non mancò una forte e marcata
ostilità di molti componenti della magistratura palermitana, che spesso
manifestarono dubbi e critiche al maxiprocesso e ai suoi promotori.
Le accuse contestate riguardavano le attività illecite
compiute dall'organizzazione criminale denominata Cosa nostra (la Mafia
siciliana), ed erano basate sulle testimonianze date da Tommaso Buscetta, che
nel 1984, dopo essere stato estradato dagli Stati Uniti, fu il primo e il più
importante degli ex mafiosi che, per le rivelazioni che fanno, vennero poi
chiamati "collaboratori della giustizia" o più comunemente
"pentiti"..
Questo processo diede inizio ad un'ondata di contromosse
da parte di altri personaggi importanti dell'organizzazione criminale che
avrebbe portato alla fine di molti traffici di droga in atto, ma, soprattutto,
avrebbe danneggiato in maniera significativa le alleanze tra le famiglie
siciliane ed americane.
L'esistenza ed i crimini della Mafia sono stati negati o,
comunque, sottovalutati dalle autorità per decenni, nonostante vi fossero prove
della sua attività criminale risalenti al 19° secolo.
Ciò può essere
attribuito, in parte, a tre metodi particolari usati dalla Mafia per fornire ai
suoi componenti una condizione molto simile alla completa immunità:
- chiusura dei conti in sospeso con individui importanti;
- uccisione di ogni possibile componente passibile di
defezione;
- minaccia, o addirittura uccisione di detti individui
prominenti (giudici, avvocati, testimoni, politici...)
Questi tre fattori concorsero a stroncare sul nascere molti
processi. In effetti, fu solo nel 1980 che venne suggerito in maniera seria che
l'essere membro della Mafia avrebbe dovuto essere un reato specifico dal politico
comunista Pio La Torre.
La legge entrò in vigore due anni dopo - dopo che La
Torre era stato ucciso proprio per aver avanzato quella proposta.
Tratto da: "In un altro paese, inchiesta sulla mafia siciliana" di Alexander Stille
Scarica il video completo (907 Mb)
Click destro - Salva oggetto/destinazione con nome
|