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Londra inventa il museo delle e-mail Stampa E-mail
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Scritto da Susanna de Palma   
venerdì 04 maggio 2007

Se qualcuno ha scritto qualcosa da qualche parte nel mondo, probabilmente la British Library ne conserva una copia. Tra manoscritti, mappe, giornali, riviste, libri, stampe, disegni, i suoi archivi contengono 150 milioni di documenti, e ogni anno se ne aggiungono tre milioni in più. Ma se un pensiero non è stato scritto su carta, se esiste soltanto in quell'inafferrabile dimensione che è il mondo digitale, come evitare che vada perduto?

Il dubbio che tormentava i custodi della biblioteca nazionale britannica, considerata la più completa del pianeta, riguarda le email: la posta elettronica, diventata nel breve arco di un decennio il principale e in certi casi unico mezzo di comunicazione per la maggioranza degli occidentali, rimpiazzando lettere e spesso perfino telefonate.

Se moltiplichiamo il numero di navigatori mondiali su Internet per il numero di email che ciascuno di loro scrive e riceve in una giornata, si raggiunge una cifra prodigiosa: centinaia di milioni, miliardi di messaggi, che per lo più vengono eliminati subito o sono comunque destinati, con rare eccezioni, a non lasciare tracce.

Ora le lasceranno e Saranno il ritratto di questo secolo". La British Library ha trovato il sistema per conservare anche quelli: creando il primo archivio di email al mondo.

L'intento è di raccoglierne un milione, suddivise in diverse categorie a seconda del tema: Amore, Umorismo, Proteste, Notizie, Gaffes, naturalmente Spam, come si chiamano i messaggi pubblicitari non sollecitati che invadono la casella di posta elettronica, e così via. Il risultato sarà "Email Britain", un ritratto della Gran Bretagna odierna attraverso le email che si scambiano i suoi cittadini: non meno significativo, secondo la biblioteca, delle missive vergate a mano da Virginia Woolf e Oscar Wilde oltre un secolo fa.

L'iniziativa, promossa in collaborazione con la Microsoft di Bill Gates, incoraggia la popolazione a inviare alla British Library una email scritta o ricevuta, purché non sia di carattere offensivo (sebbene gli insulti elettronici, a ben pensarci, siano una categoria tutt'altro che minoritaria) e non contenga cognomi, indirizzi, informazioni personali (per il rispetto della privacy).

Qualche migliaio di messaggi sono arrivati nelle prime 24 ore, si prevede che l'archivio completo sarà disponibile entro qualche mese, con l'obiettivo di raccogliere anche email di personaggi celebri, come la scrittrice JK Rowling e lo scienziato Stephen Hawking. "Sarà anche un modo di illustrare il particolare linguaggio di questa forma di comunicazione", commenta Jonnie Robinson, curatrice dell'archivio, come ben sanno tutti coloro che firmano i propri messaggi elettronici con un sorriso fatto di due punticini e una parentesi.

Repubblica.it

 
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