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Se qualcuno ha scritto qualcosa
da qualche parte nel mondo, probabilmente la British Library ne conserva una
copia. Tra manoscritti, mappe, giornali, riviste, libri, stampe, disegni, i
suoi archivi contengono 150 milioni di documenti, e ogni anno se ne aggiungono
tre milioni in più. Ma se un pensiero non è stato scritto su carta, se esiste
soltanto in quell'inafferrabile dimensione che è il mondo digitale, come
evitare che vada perduto?
Il dubbio che tormentava i custodi della biblioteca nazionale britannica,
considerata la più completa del pianeta, riguarda le email: la posta
elettronica, diventata nel breve arco di un decennio il principale e in certi
casi unico mezzo di comunicazione per la maggioranza degli occidentali,
rimpiazzando lettere e spesso perfino telefonate.
Se moltiplichiamo il numero di
navigatori mondiali su Internet per il numero di email che ciascuno di loro
scrive e riceve in una giornata, si raggiunge una cifra prodigiosa: centinaia
di milioni, miliardi di messaggi, che per lo più vengono eliminati subito o
sono comunque destinati, con rare eccezioni, a non lasciare tracce.
Ora le lasceranno e
Saranno il ritratto di questo secolo". La British Library ha trovato il sistema per conservare anche quelli:
creando il primo archivio di email al mondo.
L'intento è di raccoglierne un
milione, suddivise in diverse categorie a seconda del tema: Amore, Umorismo,
Proteste, Notizie, Gaffes, naturalmente Spam, come si chiamano i messaggi
pubblicitari non sollecitati che invadono la casella di posta elettronica, e
così via. Il risultato sarà "Email Britain", un ritratto della Gran
Bretagna odierna attraverso le email che si scambiano i suoi cittadini: non
meno significativo, secondo la biblioteca, delle missive vergate a mano da
Virginia Woolf e Oscar Wilde oltre un secolo fa.
L'iniziativa, promossa in collaborazione con la Microsoft di Bill Gates,
incoraggia la popolazione a inviare alla British Library una email scritta o
ricevuta, purché non sia di carattere offensivo (sebbene gli insulti
elettronici, a ben pensarci, siano una categoria tutt'altro che minoritaria) e
non contenga cognomi, indirizzi, informazioni personali (per il rispetto della
privacy).
Qualche migliaio di messaggi sono arrivati nelle prime 24 ore, si prevede che
l'archivio completo sarà disponibile entro qualche mese, con l'obiettivo di
raccogliere anche email di personaggi celebri, come la scrittrice JK Rowling e
lo scienziato Stephen Hawking. "Sarà anche un modo di illustrare il particolare
linguaggio di questa forma di comunicazione", commenta Jonnie Robinson,
curatrice dell'archivio, come ben sanno tutti coloro che firmano i propri
messaggi elettronici con un sorriso fatto di due punticini e una parentesi.
Repubblica.it
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