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Anche in Piemonte sarà possibile la dispersione delle ceneri dei
defunti. Lo prevede una nuova legge regionale, proposta dalla
Margherita e sottoscritta in modo bipartisan dagli esponenti di tutte
le principali forze politiche, che è stata approvata oggi all’unanimità
dal consiglio regionale. Il provvedimento consentirà di sbloccare
migliaia di urne cinerarie che le precedenti disposizioni obbligavano a
conservare presso i tempi crematori.
«La situazione che si
era venuta creando in Piemonte – sottolinea la prima firmataria Angela
Motta – costituiva un grave pregiudizio dei diritti dei cittadini.
Poter decidere il destino dei propri resti dopo la morte appartiene
appieno alla sfera delle libertà personali.
Non era più accettabile che
quasi mille famiglie fossero costrette a conservare le ceneri dei loro
defunti presso il Tempio Crematorio di Torino. La nuova legge –
aggiunge – colma un ritardo del Piemonte rispetto ad altre regioni come
la Lombardia, l’Emilia Romagna, la Toscana, l’Umbria, la Puglia e la
Campania, che hanno già legiferato in materia».
Durante la
discussione sono stati approvati alcuni emendamenti che hanno
arricchito il testo iniziale. Luigi Ricca dello Sdi ha fatto ha fatto
inserire la richiesta che nei cimiteri un targa riporti i dati
anagrafici dei defunti cremati le cui ceneri sono state disperse.
Mariangela Cotto di Forza Italia ha fatto inserire una norma per
permettere la sepoltura fuori dai cimiteri. La «tumulazione
privilegiata» sarà concessa dai comuni ai cittadini che ne faranno
richiesta. L’idea è permettere quanto già avveniva in passato, quando
eminenti personalità potevano essere seppellite in luoghi significativi
rispetto alla loro vita e alla loro opera.
La relazione
che accompagna la legge ricorda che a Torino la percentuale delle
cremazioni è passata dal 19% del 1995 al 40% del 2005, contro l’8%
della media nazionale. In Piemonte sono operativi cinque centri
crematori, a Torino, Novara, Verbania, Domodossola e Bra.
Fonte: Lastampa.it
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