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| Legge regionale consente la dispersione delle ceneri |
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| Scritto da Maurizio Caudana | |
| domenica 04 novembre 2007 | |
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Anche in Piemonte sarà possibile la dispersione delle ceneri dei defunti. Lo prevede una nuova legge regionale, proposta dalla Margherita e sottoscritta in modo bipartisan dagli esponenti di tutte le principali forze politiche, che è stata approvata oggi all’unanimità dal consiglio regionale. Il provvedimento consentirà di sbloccare migliaia di urne cinerarie che le precedenti disposizioni obbligavano a conservare presso i tempi crematori.
Non era più accettabile che quasi mille famiglie fossero costrette a conservare le ceneri dei loro defunti presso il Tempio Crematorio di Torino. La nuova legge – aggiunge – colma un ritardo del Piemonte rispetto ad altre regioni come la Lombardia, l’Emilia Romagna, la Toscana, l’Umbria, la Puglia e la Campania, che hanno già legiferato in materia». Durante la discussione sono stati approvati alcuni emendamenti che hanno arricchito il testo iniziale. Luigi Ricca dello Sdi ha fatto ha fatto inserire la richiesta che nei cimiteri un targa riporti i dati anagrafici dei defunti cremati le cui ceneri sono state disperse. Mariangela Cotto di Forza Italia ha fatto inserire una norma per permettere la sepoltura fuori dai cimiteri. La «tumulazione privilegiata» sarà concessa dai comuni ai cittadini che ne faranno richiesta. L’idea è permettere quanto già avveniva in passato, quando eminenti personalità potevano essere seppellite in luoghi significativi rispetto alla loro vita e alla loro opera. La relazione che accompagna la legge ricorda che a Torino la percentuale delle cremazioni è passata dal 19% del 1995 al 40% del 2005, contro l’8% della media nazionale. In Piemonte sono operativi cinque centri crematori, a Torino, Novara, Verbania, Domodossola e Bra. Fonte: Lastampa.it |
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«La situazione che si
era venuta creando in Piemonte – sottolinea la prima firmataria Angela
Motta – costituiva un grave pregiudizio dei diritti dei cittadini.
Poter decidere il destino dei propri resti dopo la morte appartiene
appieno alla sfera delle libertà personali.




