LaStampa.it e la censura Monarchica Stampa E-mail
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Scritto da Maurizio Caudana   
martedì 17 luglio 2007

vittorioemanueleii.jpg In calce ad uno dei numerosi articoli di cronaca della città di Torino, sul sito web de LaStampa, era presente domenica 15/07 un collegamento ad un forum aperto dalla redazione, dal titolo “La criminalità a Torino è in aumento?”.

Aprendo il collegamento si poteva assistere ad una vera e propria calca di commenti, già più di 600, e rispondevano per la gran parte in modo affermativo, all'interrogativo di apertura.

Stranamente però già dal giorno successivo del forum non v'era più traccia, e dei numerosi interventi di comuni cittadini, nemmeno l'ombra.

Nessuna risposta alle richieste in merito al destino di quel forum, nessuna giustificazione per quel titolo ancora presente in un articolo il giorno seguente, tramite il quale si veniva portati ad uno dei primi forum aperti dal giornale online, con tutt'altro tema.

Alla mente in pochi istanti, mi son tornate le lezioni di storia delle scuole superiori, il Risorgimento e quel Regno di Sardegna tanto desideroso di fare “Il grande salto” alla conquista dell'Italia, quanto fondamentalmente impreparato sin dalla base, nei rapporti tra il Re ed i suoi sudditi, tenuti nell'ignoranza e quasi schiavizzati.

Quando, per dirla tutta, parole come “Libertà” e “Democrazia”, non potevano essere scritte, ed era necessario far attenzione persino a pronunciarle, se non fossero state indirizzate al merito del Re stesso.

Come allora, ancora oggi, il metodo è rimasto invariato nella Torino monarchica: massima libertà di espressione ed ardui tentativi di innovazione, fino a che le risposte ed i metodi rimangono in sintonia con le aspettative, e soddisfano pienamente le esigenze di chi deve far quadrare i conti.

In fondo, essendo molto vicini ai 150 anni dell'Unità d'Italia, non stupisce che ci si prepari al meglio nelle rievocazioni storiche.

Un grazie a LaStampa, per la cortesia e le attenzioni verso le opinioni dei suoi lettori, le quali non hanno saputo soddisfare le aspettative di chi ha posto l'interrogativo, ed hanno subito la degna sorte che spettava loro, annegate nel silenzio della censura.

Viva il Re Vittorio Emanuele II, Viva il Regno di Sardegna ed il futuro Regno Italico!

 
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