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La Svizzera ha aderito al trattato di Schengen Stampa E-mail
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Scritto da Maurizio Caudana   
mercoledģ 28 gennaio 2009

Dal 12 Dicembre 2008, anche la Svizzera ha aderito al trattato di Schengen, ultimo tra i paesi Europei, nonostante lo status extracomunitario, mantenuto a tutt'oggi dalla confederazione Elvetica. Il trattato di Schengen, "intende eliminare progressivamente i controlli alla frontiere comuni e introdurre un regime di libera circolazione per i cittadini degli Stati firmatari, degli altri Stati membri della Comunità o di paesi terzi", come si può leggere sul sito dell'Unione Europea.

A prima vista, potrebbe sembrare un segno di apertura del piccolo Stato Europeo, ad una politica più attenta e sensibile ai progetti ed alle esigenze comunitarie, che aderendo al trattato, tenta gradualmente di favorire, avviando quel processo di integrazione della stessa Svizzera, nel contesto Europeo di cui inevitabilmente fa parte.

svizzera.jpgMa bisognerebbe far finta di non conoscere i propri vicini di casa, per sostenere un'ipotesi buonista di questo tipo. Analizzando la realtà delle cose, e partendo dall'assoluto disprezzo nutrito dalla popolazione e dal governo Svizzero, verso tutto ciò che non è marchiato da una croce bianca su sfondo rosso, non possiamo che vedere come il frutto di un'esigenza, la tardiva adesione al trattato di Schengen.

E osservando il mercato finanziario mondiale, di cui la Svizzera è sempre stata leader indiscussa, con la proverbiale presenza di banche ed istituti finanziari sul proprio territorio, non si può non notare la crescente importanza di città come Dubai, capaci di attirare un numero sempre crescente di investitori, che da qualche tempo prediligono il calore e lo sfarzo dell'emirato, alla quiete delle montagne Elvetiche.

Ed è certamente preoccupante questa fuga di capitali per il Governo Svizzero, che basa la sua economia in modo prevalente sulla finanza, e sugli introiti da essa derivati. Introiti che permettono al Governo ed ai cittadini Svizzeri, di intraprendere uno stile di vita, e approfittare di vantaggi economici, che l'economia reale Svizzera non potrebbe sostenere in alcun modo.

Per superare questo momento di crisi mondiale, non è sufficiente un pò di orgoglio, misto ad uno storico patriottismo, ma sono necessarie politiche di apertura, e l'adesione a regole condivise da più Stati. Questo in Europa è sentito come un'esigenza da tempo, e l'ingresso nell'Unione, non per niente è visto come un'occasione da non perdere, per molti stati confinanti.

Tra qualche anno magari, vedremo gli Svizzeri adottare l'Euro come moneta nazionale, e favorire politiche atte ad attrarre investitori dagli altri paesi dell'Unione, se questo potrà comportare per loro un vantaggio. E magari, gli Stati europei confinanti con la Svizzera, sentiranno la necessità di controllare le frontiere, infischiandosene del trattato di Schengen.

Se questa è la logica della politica Svizzera verso gli altri paesi nei momenti floiridi, non avranno certo problemi a comprendere la stessa posizione adottata nei loro confronti, quando il momendo non costituisce un vantaggio per il resto dell'Unione.

 
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