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La reputazione dell'Italia e degli Italiani all'estero Stampa E-mail
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Scritto da Maurizio Caudana   
lunedì 30 marzo 2009

C'è una corrente di pensiero in Italia, sempre pronta a screditare sia l'Italia che gli Italiani, come se tutti i problemi, i difetti, le ingiustizie e le arretratezze, fossero di casa nella penisola, ed esclusiva proprietà della stessa, sintomo a mio avviso, di un genetico vittimismo all'italiana.

Se qualcosa non funziona, (o potrebbe funzionare meglio), per costoro sarà motivo di grande scandalo e di paragoni con gli altri paesi europei, sempre e comunque più moderni, all'avanguardia, e meritevoli di essere assunti a modello di civiltà, per la vecchia Italia.

Non sto certo affermando che questo paese sia perfetto, o che non si debbano denunciare e discutere quei punti, che risultano come un problema, e che potrebbero e dovrebbero essere migliorati. Ma da qui, a dire che tutto è da buttare, la strada è molto lunga. Allo stesso modo, il paragone con gli altri stati Europei ed occidentali in genere, dovrebbe essere maggiormente obbiettivo, e distaccarsi una volta per tutte, da quell'illusione per cui tutto è meglio, e tutto è da imitare, solo perchè straniero.

europa.jpgMi ha sempre fatto sorridere, il prestigioso ruolo assunto dagli Stati Uniti, al riguardo dell'attenzione per i diritti umani e per la democrazia, in un paese in cui fino agli anni 60, le persone di colore venivano discriminate, e dove movimenti razzisti e violenti, seminavano il terrore ed uccidevano persone per motivi etnici e razziali.

Ancora più ridicola però, (parlando sempre degli Stati Uniti), è la mancanza a tutt'oggi di un sistema sanitario pubblico, che sappia offrire a tutti i cittadini le cure mediche necessarie, senza discriminare le persone che non possono permettersi il lusso di un ospedale, ed il diritto alla salute. Se vogliamo poi ricordare che negli Stati Uniti è ancora in vigore la pena di morte in numerosi Stati, possiamo mettere in risalto tutta l'ipocrisia di chi critica l'Italia, dove questi aspetti costituiscono ormai cosa affermata, e al di fuori di qualsiasi discussione politica e sociale.

Guardando poi alla Monarchica Inghilterra come modello europeo di società moderna, lontana e distaccata da qualsiasi tabù del passato, è opportuno ricordare che proprio l'Inghilterra, ha il primato, (ed il problema sociale), del maggior numero di ragazze madri in Europa. Proprio in questi giorni, sta facendo discutere la proposta di aprire le porte alla prescrizione telefonica della pillola del giorno dopo, per le ragazzine di 12-13 anni di età. Proposta che scoperchia il calderone su di una società sregolata, che incontra grosse difficoltà nell'educazione delle nuove generazioni, e che ha perso qualunque modello di riferimento.

Da questi semplici esempi di "responsabilità" civile di stampo anglosassone, diventa comprensibile l'atteggiamento degli inglesi all'estero, dediti abitualmente all'ubriachezza molesta, ed alla frequentazione di locali "English only, ", che fanno davvero riflettere sul senso di un viaggio all'estero per un inglese.

C'era poi chi guardava alla Finlandia ed alla Scandinavia come paesi solidi, che avevano saputo effettuare scelte controcorrente sul piano dell'ecosostenibilità, messi anch'essi in ginocchio da questa crisi economica, che ha scoperto le carte sui consistenti finanziamenti ed agevolazioni finanziarie dell'unione europea, che hanno permesso a questi paesi di adottare politiche sociali ed economiche, altrimenti insostenibili dalla loro economia reale.

Si potrebbe continuare di questo passo con molti altri esempi, prendendo spunto dai numerosi luoghi comuni, che contraddistinguono la "pessima" Italia ed i "Pessimi" Italiani, dai restanti ed invidiabili stati del pianeta. Ma non vorrei demoralizzare gli esterofili, ai quali potrebbero venir meno i motivi per recarsi in un altro paese, e cominciare magari ad apprezzare un pò di più, la cara vecchia Italia.

 
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