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| La pelliccia č da assassini, la pelle no - Follie da animalisti |
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| Scritto da Maurizio Caudana | |
| mercoledė 18 febbraio 2009 | |
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Il problema sembra stia tutto nei peli dell'animale. Perchè la pelle con attaccati i peli, (comunemente chiamata pelliccia), è capace di scatenare campagne e movimenti di sensibilizzazione pubblica da parte di organizzazioni animaliste di varia origine, che solitamente si propongono alle masse con frasi ed immagini di grande effetto.
Ma proprio gli animalisti interpretano un ruolo che in molti casi manca di quella coerenza di base capace di favorire un dialogo sulle tematiche proposte, troppe volte presentate con quell'assolutismo culturale che si può ritrovare anche nei vegetariani. Perchè soffermandosi sulla sofferenza gratuita imposta ad un qualsiasi animale, mi trovo daccordo totalmente con gli animalisti che giustamente fanno notare quanto gli animali siano vittime della violenza, (maltrattamenti e sperimentazioni), e del desiderio di violenza, (combattimenti tra animali), di cui l'uomo è particolarmente ghiotto. Dunque sono persuaso della necessità di prestare attenzione a non provocare dolore gratuito ad un qualsiasi animale. Ma questo discorso non sempre è riconducibile alle pellicce, e ancor meno alla necessità di usufruire degli animali, (o di parti di essi), per soddisfare i bisogni umani, a partire dalla nutrizione, per finire con l'abbigliamento. Anche perchè ci si accanisce con i produttori di pellicce, quando non è raro trovare convinti animalisti con indosso scarpe e cinture di pelle, che stranamente non vengono ricondotte all'animale ucciso e squoiato, come invece avviene immediatamente per le pellicce. Il problema è dunque il pelo, e quella sensazione di "animale vivo", che si può avere accarezzando la superficie di una pelliccia. Probabilmente il liscio della pelle conciata fà dimenticare che tutto il pellame in commercio in origine era ricoperto di peli animali, proprio come qualsiasi pelliccia che si rispetti. La questione quindi risulta un tantino più complessa del limitarsi ad un atteggiamento scandalizzato di fronte all'uccisione di un animale, per il semplice gusto di privarlo della sua pelliccia per poterla indossare. Decisamente peggiore vedrei a questo punto l'uccisione ogni estate di milioni di mosche, zanzare ed insetti di varia natura, per il semplice desiderio di tranquillità, che le povere bestiole inconsapevolmente riescono a turbare con il loro ronzare. E chissà quanti convinti animalisti ogni estate prendono parte a questa immensa mattanza? |
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Non credo che l'animalista in se promuova tali slogan con ad... leggi... - Cosa fare quando il vicino č troppo rumoroso?
bene vi voglio raccontare cosa stiamo passando noi....da un ... leggi... - Cosa fare quando il vicino č troppo rumoroso?
chiedo aiuto ,la mia vicina di casa sopra di me gia richiama... leggi... - Non ricevi il digitale terrestre? Arrangiati!
nella nostra zona non č possibile ricevere nessun segnale, n... leggi...



Uno
degli ultimi slogan che ho trovato associato all'immagine di una volpe
spellata, dice testualmente: "questo è quello che rimane della tua
pelliccia". E mi verrebbe da rispondere, che "solo del maiale non
si butta via niente", ma certamente verrei additato come un
insensibile, e cosparso di vernice rossa come abitualmente fanno gli
animalisti con i loro "avversari".





Commenti
e puntigliare contro chi di base cerca di fare un opera positiva difendendo i diritti animali č proprio da ritardati
guardate ZEITGEIST piuttosto Citazione
chissā se tutti quelli che comprano una padella in acciaio inox si fanno tanti problemi per chi lavora in miniera?
animalisti ipocriti figli di papā. Citazione