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| La necessità di essere a favore, l'inutilità di essere contro |
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| Scritto da Maurizio Caudana | |
| mercoledì 11 febbraio 2009 | |
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Il nostro paese, vive da molti anni una sorta di paranoia collettiva, che oggi, (grazie anche all'aiuto dei media), è giunta tra le pieghe più piccole della società. Siamo un popolo a cui piace discutere, un pò perchè è un'ottima valvola di sfogo, un pò perchè non costa nulla, ma sopratutto perchè la discussione in larga scala, è fine a se stessa, e non è capace di determinare punti fermi, come una qualsiasi discussione vorrebbe. All'Italiano medio infatti, non importa di determinare punti fermi: mediamente l'interesse verso una discussione, si limita al vomitare in faccia all'interlocutore le proprie convinzioni, non solo come un punto di vista, ma come una legge divina, a cui nessuno può pretendere di appellarsi.
Non è raro infatti, argomentare su di un tema, e sentirsi rispondere in prima battuta, "io non sono daccordo", seguito dalle motivazioni personali al riguardo del disaccordo su tale tema. E puntualmente, dopo pochi minuti, ci si ritrova a discutere sui motivi del disaccordo, senza più considerare il tema iniziale della discussione, ed ancor meno rispettando un filo conduttore di base, che renda comprensibili i successivi passi della diatriba. "Non se ne capisce più niente", avrebbe detto mia nonna in dialetto Piemontese. E lo sottoscrivo pienamente, essendo concorde con lei. Ma per l'Italiano medio, essere concorde, equivale a non aver più nulla di cui discutere. Questo è sintomatico del fatto, che essere contro sia più comodo, proprio perchè non necessita di riflessioni personali, che avvalorino le proprie argomentazioni, ma permette di limitarsi a dire no, sputando opinioni e punti di vista, che non necessariamente devono avere capo e coda, proprio perchè personali, e quindi, (secondo la logica di alcuni), esenti dall'obbligo di obbiettività o dimostrazioni di sorta. Siamo alla follia. Ognuno dovrebbe avere anzitutto, la volontà di appoggiare la causa in cui crede, e dedicare il tempo delle discussioni ad avvalorare le proprie posizioni, anzichè crucciarsi di smentire chi gli sta di fronte, con mezzucci degni delle bancarelle di un mercato rionale, dove screditare i prodotti altrui, può valere almeno un acquirente in più. Essere coscienti e persuasi in prima persona delle posizioni che si sostiene, ed eliminare del tutto dal proprio vocabolario, espressioni come "non sono daccordo", che un vero amante del confronto, non dovrebbe crucciarsi di pronunciare. Non essere daccordo implica la volontà di far cambiare idea a chi ci sta di fronte: esprimere garbatamente la propria posizione, offre a chi ci sta di fronte, la possibilità di ascoltare e valutare una posizione differente, che forse gli permetterà anche, di avvicinarsi in parte al nostro punto di vista. |
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Stranamente la nostra mania di discutere, porta con sè
un aspetto preoccupante, quanto diffuso: molti infatti, sono
maggiormente preoccupati di trovare i motivi per
essere contro ciò di cui si sta discutendo, piuttosto che esprimere
considerazioni, che sappiano entrare nel merito della discussione, offrendo la propria interpretazione e le proprie
esprerienze, per avvalorare o smontare il tema, del quale si dovrebbe avere di regola rispetto, pur non
condividendone alcun punto.





Commenti
E' sufficiente usare quella "Ratio" che molti tirano in ballo solo quando fa comodo, ma che offuscano non appena l'interesse personale, politico, culturale debba essere difeso.
Ad ogni modo la mia era una riflessione alquanto banale, come quasi tutte quelle scritte in questo blog.
Solo che molte volte ci si prende troppo sul serio, e si confonde un naturale scambio di opinioni, con il tentativo di primeggiare tipico dei ragazzetti.
E magari avere una preparazione maggiore al riguardo delle tesi che si vorrebbe sostenere, aiuterebbe a portare a casa le proprie convinzioni anche dopo un confronto, senza avere la triste impressione che siano crollate come un castello di carte. Citazione
Ma a questo punto mi piacerebbe sapere come tu riesca a farlo. Ipotizzo 2 metodi : il primo che tu parli per dogmi cioè con affermazioni incontestabili che in quanto dogmi non si possono contestare perché hanno già definito una verità che era in discussione
Il secondo è che tu sia un tuttologo che riesce a portare a suo favore con analisi approfondite qualsiasi questione.
In tutti e due i casi complimenti ma attenzione, se il tuo è il primo caso rischi che le tue parole siano accettate solo veramente da chi non ha un opinione da mettere sul tavolo e per il semplice fatto di non averla accettano la tua, oppure ancora peggio per te se addirittura non possano confrontarti in nozioni storico/scientifiche/teologiche e questo creerebbe in te un problema di egocentrismo che conseguentement e ti porterebbe a sottovalutare chiunque ti esponga una sua visione e ti renderebbe arido in materia di discussione, oppure riusciresti a discutere solo più con chi la pensa come te.
Ma sono più portato a pensare che difficilmente tu possa sovrastare intellettualmen te la maggior parte di persone che incontri ma piuttosto che tu non ritenga la loro un argomentazione valida perché la tua valutazione dell?argomento è ormai chiusa e immodificabile. Il problema è che non ti interessa sapere più dove sta la verità ma semplicemente ridurre la ricerca ad un semplice scontro dialettico da cui vuoi uscire vincitore. Senza considerare il problema ( rimaniamo nel 1° caso ) che intervenendo per dogmi tu possa perdere completamente qualsiasi contatto con noi che siamo il ?popolino?. Come puoi dire che il tuo interlocutore non ha un interesse reale su quell argomento? Se fosse vero che le tue argomentazioni sono più valide di altri perché sostenute da un reale interesse dovresti spingere le persone che ti sono vicine a imparare a interessarsi invece che escluderli dalla tua testa. E poi chi ci dice che sia veramente così?
I grandi temi dividono spesso l?opinione della gente ma in quel momento che la gente si rivela più sincera, dove vengono toccati più nel profondo. Non ti lamentare per le loro argomentazioni sterili ma sii piuttosto felice che la gente abbia voglia di condividerle con te. E non è detto che qualcuno debba per forza aver ragione
Ovviamente è solo un consiglio basato su supposizioni Citazione
A me premeva mettere in luce un aspetto più generico del discutere, che non vuole in alcun modo limitare la possibilità di opporsi, ma che vorrebbe spingere l'oppositore, ad agomentare le proprie ragioni.
Ma per saper argomentare le proprie ragioni, bisogna anzitutto essere a favore delle proprie ragioni, e quindi aver argomentato nella propria mente il proprio punto di vista, prima di proporlo in discussione.
A me però capita sempre più spesso di incontrare persone che non sono daccordo, ma che non sanno argomentare il loro disaccordo; si accontentano il più delle volte di concetti preconfezionati da affiancare al loro disaccordo. Concetti che si riesce a smontare in pochi minuti perchè non sostenuti dall'interesse reale di chi li espone.
E' certamente comodo, ma i grandi temi dati in pasto alle masse anche in questi ultimi giorni, dimostrano quanto fragili siano queste opinioni quando le si discute a 4 occhi: restando pur sempre opinioni, nessuno lo vieta, ma inutili in termini di crescita collettiva.
Avere un'opinione non costa nulla, saperla argomentare, è invece il risultato di un processo mentale più complesso.
Dunque non sono annoiato dal discutere, che anzi è un'attività che svolgo sempre volentieri, ma sono certamente annoiato da chi vuole sostenere un punto di vista, senza essere in grado di argomentarlo.
E trovo siano sempre di più, e sempre più convinti della legittimità della loro posizione.
Maurizio Citazione
Sono d?accordo nel dire che noi italiani medi soffriamo di una impotenza generazionale , se mi passi l?affermazione, e questo può essere attribuito ad un miliardo di fattori. Siamo castrati da piccoli e non tutti riescono a fare i sogni che si facevano un tempo , ma questo è un discorso troppo lungo e articolato che non riguarda il centro del tuo post. Volevo solo ammettere il fatto che difficilmente delle nostre Cause che abbiamo in testa riescono a trasformarsi in azioni o in rivoluzioni.
Mi sorprende invece che tu reputi una qualsiasi obbiezione uno scontro. Non credo proprio sia così ma al contrario trovo che un obbiezione sia il modo migliore per costruire un qualcosa e non una banalità semplicemente perché non è un tuo pensiero
E poi, scusa , ma se non si discute sul disaccordo su che cosa vuoi discutere?
Ma soprattutto non capisco cosa intendi quando dici che essere contro una posizione vuol dire mettersi comodi dal punto di vista intellettuale perché non necessita di riflessioni personali. Non sono proprio le mie riflessioni personali a pormi ?contro? questo articolo? Per dire no bisogna dover pensare, sentire, anche solo intuire che una cosa sia sbagliata e poi articolare una risposta come meglio si riesce. D?altronde non siamo tutti oratori come Socrate.
Forse il vero problema delle discussioni di tutti i giorni è provare ad ascoltare. Non sentire , ASCOLTARE senza avere la presunzione di pensare che l?altro non abbia niente da dire.
Forse non interessa al tuo interlocutore farti cambiare idea perché veramente non gli interessa, ma ti offre piuttosto un altro punto di vista avvalorato da alcune sue convinzioni, giuste o sbagliate che siano, come immagino tu faccia lo stesso.
Lo snobbismo che traspare da questo tuo articolo si trasformerà sicuramente in una risposta che si focalizzerà sulla vittoria nella discussione e non sulla ricerca della verità. Probabilmente starai ancora una volta sentendo ( o leggendo , nel caso specifico) ma non ascoltando.
Ti ricordo che una discussione si può aprire spesso con un ?non sono d?accordo!!!? ma come mai di rado finisce con un ? forse hai ragione? oppure ?lo prenderò in considerazione??.???
Da parte mia sono convinto che la competizione è una cosa da lasciare fuori da una conversazione altrimenti si rischia di iniziare un gioco di batti e ribatti che non porta a niente di costruttivo. E poi è mio parere che le discussioni servono proprio ad ?essere coscienti e persuasi in prima persona delle posizioni che si sostiene? passando per il confronto e umiltà. La stessa umiltà che ti permette di cambiare idea o ammettere di aver fatto un cazzata!!!! Citazione
ma non ho notizie al riguardo di martiri illumisti…
Maurizio Citazione