Menu
| Home |
| Archivio 2007/09 |
| Cerca nel sito |
| Copyright |
| Zigolo su Facebook |
| Registrati |
| Segnala Zigolo ad un amico! |
Articoli recenti
|
Ultimi commenti
- Come funziona la macchina per cucire?
l'animazione e' tecnicamente corretta ma semplificata. il fa... leggi... - I giochi del Commodore 64 online
ora anche su www.edicolac64.com (http://www.edicolac64.com) ... leggi... - Gerry Scotti, il milionario e gli sms da casa
volevo solo far sapere che in una puntata passata in una dom... leggi... - Gerry Scotti, il milionario e gli sms da casa
Inoltre durante la trasnmissione viene precisato che il sort... leggi...
| La memoria è la base di una politica nuova |
|
|
| Scritto da Maurizio Caudana | |
| martedì 18 settembre 2007 | |
|
E di questi giorni, la notizia assai gradita, della proposta partita dalle pagine di BeppeGrillo.it al riguardo della creazione di liste civiche, per far parte delle quali, sarà necessario anzitutto essere incensurati, e non essere mai stati iscritti ad alcun partito. Notevole lo sforzo per portare alla creazione di nuovi movimenti nati dal "basso", e spinti dalla voglia di migliorare la politica più che, (come visto fino ad ora), dagli sforzi per esserne parte.
Come già visto innumerevoli volte, gli Italiani hanno una sorta di immunità alla memoria storica che gli appartiene, e di cui fanno parte. Viviamo certamente succubi e forse anche un pò vittime di quei "corsi e ricorsi storici" ben formulati da GianBattista Vico più di due secoli fa. La memoria di un popolo è cosa assai scomoda, perchè produce in molti argomenti, (sopratutto sociopolitici), dei "precedenti", a cui gli Italiani fanno volentieri a meno. Il precedente, se menzionato, risulta di intralcio a chi vuol essere propositivo scaricando il fardello dei problemi del presente, sulle spalle di altri. Per spiegarmi meglio, senza essere frainteso, prenderò come riferimento il problema, (enorme e spinoso), dei precari. L'accusa di Grillo è legittima: nonostante il "nuovo" governo, abbia messo come punto caldo della campagna elettorale il problema dei precari, nessuno si è più preoccupato a elezioni vinte, di questa piaga sociale, che affligge migliaia di "schiavi moderni" in tutto il paese. Ecco formulato il J'Accuse. Il dito è puntato, la voglia di cambiamento dichiarata, i colpevoli già condannati. Ponendo attenzione al J'Accuse, si noterà con semplicità che non è stata menzionata alcuna nozione al riguardo della storia del nostro recente passato, che ha portato alla formazione della forza lavoro precaria, di cui in seguito le aziende, hanno candidamente abusato. La questione "precari", per chi non lo ricordasse, venne partorita come soluzione ad un atteggiamento poco corretto, che i lavoratori avevano assunto nel tempo (spalleggiati dai sindacati), nei confronti delle aziende e del mondo del lavoro in genere. Si era giunti al punto in cui, assumere una persona, era un pò come adottarla, visto che, qualsiasi fosse il suo comportamento all'interno dell'azienda, nulla poteva giustificare il suo licenziamento. E infatti, per diverso tempo, il governo ha dovuto affrontare il blocco delle assunzioni da parte delle aziende, e sostenere gli innumerevoli casi di cassaintegrazione. Le aziende, stavano reagendo all'incontrastabile arroganza di sindacati e lavoratori, ormai divenuti "intoccabili". Disastrosa fu poi la soluzione al problema, risolta con un travaso immediato di privilegi da un capo all'altro dei contendenti. La scusa della "flessibilità" del mercato, portò in pochi mesi alla sola flessibilità della vita dei nuovi lavoratori, che da un giorno all'altro trovarono fatta tabula rasa, dei risultati delle lotte operaie (vere e sincere) dei loro genitori negli anni settanta, ricordando come un sogno un contratto a tempo indeterminato, e ancor più lontana la speranza di poter realizzare un progetto di vita, senza l'aiuto ed il contributo delle famiglie. Mi trovo dunque preoccupato oggi, dal modo in cui viene posto questo problema, perchè di tutti i discorsi, le accuse e le questioni sollevate intorno al precariato, non sento mai pretendere un mea culpa, da parte di sindacati e di quella parte di operai, che hanno forzato troppo la mano, a discapito di quelli, entrati nel mondo del lavoro in seguito. Così come dalle aziende, che hanno abusato ed abusano, della possibilità di assumere personale a tempo determinato. Tornando alle proposte avanzate da Grillo per una politica "fresca" e nuova, rimango perplesso dalla mancanza di una memoria storica che giustifichi l'accusa, mossa ad una vecchia e corrotta classe politica che certamente và rinnovata, ma a cui non viene avanzato un punto cardine della storia, in cui la loro responsabilità sia dimostrata su questo argomento, come su molti altri (Marco Travaglio lavora molto bene in questa direzione). L'analisi storica e la memoria politica non sono un lavoro esclusivo degli storici, o dei cittadini con buona memoria. Gli eventi e le persone che hanno contribuito alla fomazione del nostro presente, hanno un'importanza determinante nella costruzione del futuro, perchè appunto formano numerosi "precedenti" a cui far riferimento e da cui trarre spunto per non incorrere continuamente nei medesimi errori. Errori, che potrebbero in pochissimo tempo, rendere vani tutti gli sforzi odierni, per trasformare questo paese, rinnovarlo e renderlo maggiormente vivibile, perchè sprecati magari in soluzioni antiche, che potrebbero portare nuovamente ad un travaso di privilegi, che la memoria storica ha insegnato essere quanto mai vano. |
| < Prec. | Pros. > |
|---|
Archivio a caso
Ultimi eventi segnalati
|



Mi sento certamente vicino alle idee di Grillo, ho sostenuto il V-day su queste pagine, con la mia firma in Piazza Castello a Torino, e ne sono fiero. Ma dopo il successo dell'iniziativa, e giunti al "dunque" della questione Vaff.., è necessario a mio avviso prendere coscienza di un altro punto decisivo, che dovrebbe seguire alle varie questioni sollevate da Grillo.




