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| La Frontiera di acciaio |
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| Scritto da Susanna de Palma | |
| martedì 26 giugno 2007 | |
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Il senato statunitense aveva approvato una nuova normativa per prevenire l’immigrazione illegale di clandestini dal confine meridionale. Oltre che prevedere più controlli nei confronti dei cittadini che entrano negli Usa, aumentare i vigilantes lungo il confine, vietare il conseguimento della patente di guida ai cittadini irregolari, la nuova normativa ha scosso i rapporti fra i due stati. La frontiera tra Stati Uniti e Messico è lunga circa 3mila chilometri, dall’Oceano Pacifico all’Oceano Atlantico. Carlos Fuentes, scrittore messicano, la chiama la “frontiera di cristallo”, ma ora si può parlare di frontiera di acciaio, almeno per il tratto che va da Tijuana, in Messico, a San Yisidro in California, Usa. E’ stata eretta una barriera di acciaio alta 3 metri, lunga 22 chilometri circa, con telecamere a infrarossi, sismografi che rilevano il movimento dei corpi umani, torri di osservazione, potentissimi riflettori e filo spinato. Il muro è chiamato gatekeeper, guardiano del cancello. E’ stato costruito con le lamiere utilizzate per l’atterraggio dei bombardieri durante la prima guerra contro Saddam Hussein e altri pezzi di scarto di automezzi militari. Nel 1994, l’amministrazione democratica del presidente degli Stati Uniti d’America Bill Clinton, per “razionalizzare” il flusso degli immigrati messicani e latino americani in genere, ha lanciato l’Operazione Guardian che prevedeva, oltre al muro confinante con la California, un rafforzamento degli effettivi della polizia di frontiera per un totale di 9mila uomini che, in pattuglie armate a cavallo, su jeep o elicotteri, controllassero più rigidamente tutta la grande frontiera.
Un muro voluto dall’ex presidente Bill Clinton ma visibilmente apprezzato anche da Bush. Ma i dati sull’immigrazione sono contrastanti e evidenziano che dal 1994 a oggi i clandestini che passano la frontiera non sono mai diminuiti. Anzi si calcola che ogni anno aumentino di circa 300mila unità. Una probabile risoluzione, momentanea, al problema dell’immigrazione arriva da due senatori dell’Arizona e del Massachussets. John McCain e Edward Kennedy hanno avanzato un progetto di legge che potrebbe legalizzare la posizione di circa 12 milioni di immigrati illegali e far ottenere loro la cittadinanza Usa. Ora non c’è che da sperare vivamente che anche il presidente Bush sia favorevole a questa iniziativa! ansa/peacereporter.it
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Dopo una nota di protesta diplomatica del Messico, gli Stati Uniti hanno accettato di demolire uno spezzone di 5 chilometri del muro di 575 chilometri che stanno erigendo lungo la frontiera tra i due Paesi, che avevano innalzato in territorio messicano.




