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| La Chiesa Cattolica, la Ceem e l'uso della rete |
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| Scritto da Maurizio Caudana | |
| giovedì 19 novembre 2009 | |
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Il convegno che si è svolto nella seconda settimana di Novembre a cura della Commissione Episcopale Europea per i media (Ceem), custodirebbe la volontà di analizzare la presenza e l'atteggiamento della Chiesa nella rete. Da buon internauta, non appena saputo di questo evento, ho cercato il sito di riferimento della Commissione, restando di stucco di fronte all'assenza di pagine ufficiali dedicate all'evento, ai temi trattati, ed al confronto con la rete stessa, che pensavo ovvio trovare magari in un forum appositamente realizzato, o in una discussione aperta a tutti anche solo nei commenti agli articoli proposti. Niente. La Commissione Episcopale per i media, si esprime in merito alla presenza della Chiesa in rete, senza sentire la necessità di essere in rete: un presupposto che dice più di mille parole.
Ci sono blog, forum, siti personali e a tema, creati e gestiti da persone ufficialmente appartenenti alla Chiesa, facendo a mio modesto giudizio un ottimo lavoro in pieno spirito Cristiano. Non ne elencherò nemmeno uno, perchè basta usare un motore di ricerca per inoltrarsi nell'universo del web Cattolico, fatto di confronto e dialogo. Pare invece che il convegno non faccia caso a tutto questo, o meglio, che temporaneamente non lo consideri. E' stato invitato un "haker Svizzero" del quale non si comprende la necessità ed il ruolo, visto che i problemi di sicurezza dati, e sistemi, sono una priorità per chiunque gestisca un'attività online, mentre non si è pensato di invitare proprio quei consacrati, che affrontano la sfida della rete in prima persona. Credo che il vero motivo di questo convegno sia racchiuso in un palese fraintendimento da parte della Chiesa, del ruolo che la rete ha assunto tra le persone: comunicare. Che il comunicare sia stato frainteso con l'insegnare. La comunicazione infatti è a doppio senso, ed è il cuore pulsante della rete. Scambiarsi notizie ed opinioni, grazie alle possibilità che la tecnologia offre. Insegnare, intende invece una trasmissione di nozioni a senso unico, che solo nel metodo adottato può essere scambiata per comunicazione. Il web segue delle regole comunicative che gli consentono di essere "mezzo" attraverso cui arrivare alle persone. Queste regole offrono l'opportunità di rendere lo stesso tema un successo o un fiasco, a seconda di come viene affrontato e proposto l'argomento. In ogni caso la parità tra chi propone e chi consulta, non può essere messa in discussione con una artificiosa analisi del fenomeno web, da affrontare, ed al quale offrire una risposta. La parità tra chi propone e chi riceve, deve essere affrontata nella quotidianità di ogni giorno, portando i motivi e le posizioni personali a sostegno delle tematiche della Chiesa, alle quali si è aderito per convinzione, e non certo per spirito di gruppo. Ma fino a quando si vorranno comprendere i meccanismi per scoprire come allettare il popolo della rete, risulterà limitativo aprire il confronto e il dialogo sulle numerose tematiche religiose, che, come di consueto verrà accettato da chi già nutre interesse verso tali argomenti. Gli altri potranno sfruttare l'immediatezza che il web offre, per prendere le distanze da ciò che non reputano interessante, ed ai quali non verrà offerto alcun motivo per doversi interessare. Motivo che solitamente risiede nella familiarità/parità verso chi propone, e nella capacità di offrire un punto di vista fuori dal coro, senza la pretesa di far cambiare opinione a nessuno. In mancanza di questo atteggiamento, sarà vano ogni sforzo per far conoscere la religione e la cultura che ne segue al tecnologico popolo della rete, che prima o poi dovrà spegnere il computer per tornare a camminare in mezzo agli uomini, alle loro problematiche umane, ed alla sete di risposte per le quali un motore di ricerca non è sufficiente. |
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E' certo
opportuna una riflessione della Chiesa di fronte ai media, ed
all'uso che se ne debba fare, ancor
più se diffusi e capillari come la rete. Anche se da anni ormai
numerosi consacrati, uomini e donne, lavorano attraverso la rete
offrendo servizi tecnici, spunti culturali e di riflessione.




