|
Si dice che il governo è lo specchio del popolo che rappresenta. Posso prendere per buona questa definizione, fino ad un certo punto. Fino al punto in cui il governo rappresenta, appunto. Nel momento in cui il governo di un paese, si trasforma in una massa informe e monocromatica di interessi privati, non è più possibile dire che il governo sia lo specchio del popolo che rappresenta.
Semplicemente perchè il popolo costituisce un insieme di interessi pubblici, che nella loro molteplicità, tentano di veder soddisfatte le esigenze del maggior numero di cittadini possibile.
Non sono così sprovveduto, da non capire che l'analisi teorica, molte volte è assai distante dal riscontro pratico. Ma anche questo aspetto, potrebbe giustificare il fallimento di un tentativo, di un governo, di qualche legislatura; non certo il percorrere una strada contraria alla linea di principio dell'interesse collettivo, a prescindere dalla fazione politica di maggioranza al Governo, in quel determinato momento.
Nonostante questo atteggiamento, assunto dalle forze politiche nel corso degli anni, nonostante l'enorme perdita culturale ed economica, subita dal nostro paese a causa degli interessi privati, nonostante le numerose vittime, cadute per essere andate "contro" ciò che consideravano inaccettabile, questa nostra classe politica, involontariamente, ha reso al paese, uno dei più grandi servizi che avrebbe mai potuto rendere: la base per una vera Unità Nazionale.
Se pensiamo che, solamente quindici anni fa, la Lega Nord si affermò come partito chiave nella maggioranza di Governo, possiamo facilmente notare quanto le divisioni regionali, avessero un peso enorme nella vita del paese, e sopratutto nelle menti dei cittadini. Oggi, quindici anni più tardi, da nord a sud, dal continente alle isole, la sfiducia verso questo mondo politico e le sue parole vuote, pronunciate per confondere e temporeggiare, ha convinto molti, sulla necessità di radicali cambiamenti nel modo di eleggere i politici, e nello stabilire il termine del loro mandato; nel tentare di garantire che gli interessi dei cittadini, siano il fulcro della discussione politica, non solo in campagna elettorale.
Siamo arrivati nel momento tanto atteso, che la storia pareva non voler concedere a questo paese. Il momento in cui molti cittadini di questo Stato, riconoscono e condividono alcuni valori politici comuni, che solo negli ultimi tempi hanno assunto una forza ed una consistenza mai vista prima, nella storia Italiana post unitaria.
Anche se l'azione dei media, collusa al potente di turno, non consente di notare a pieno questo aspetto, nascosto continuamente dalla farsa dell'antica lotta partitica, parlando con le persone, nei bar, per le strade, o tendendo l'orecchio ai discorsi delle ultime campagne elettorali, si sentono ripetere con assiduità, punti di vista nuovi, che in pochissimo tempo, sono entrati a far parte delle aspettative generali dell'elettorato.
Un Parlamento libero da condannati, persone prestate alla politica per un tempo specifico (2 legislature al massimo e non più carriere politiche a vita), senza dimenticare la voglia crescente, di tornare ad eleggere direttamente i propri rappresentanti, diritto democratico fondamentale, di cui questo paese è stato privato con un terribile gioco di potere nelle ultime legislature.
Pochi e chiari concetti, facilmente condivisibili da qualunque cittadino abbia voglia di chiarezza e trasparenza nella politica, e nel rapporto tra politica e cittadino. Pochi e chiari concetti, la cui importanza si sta affermando sempre più tra le persone, tanto da essere già tema di discussione di quella stessa classe politica, causa di tali necessità.
E' ormai breve il tragitto da compiere perchè tali concetti si affermino in modo definitivo. Un breve tragitto che chiede ad ognuno di tenere bene a mente i tre punti comuni, per rendere solida, quella base comunemente condivisa, su cui fondare una vera Unità Nazionale.
|