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L'iva di Sky, la bagarre, e il cliente truffato Stampa E-mail
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Scritto da Maurizio Caudana   
mercoledì 03 dicembre 2008

Quando ho sentito la proposta del Governo, di aumentare l'Iva alle tv satellitari, (a Sky dunque, essendo l'unica tv satellitare in Italia), ho pensato a Rupert Murdoch, proprietario di Sky tv, e ho tanto sperato che dopo questa notizia, sappia ancora arrivare alla fine del mese.

Ma avendo fatturato 2,3 miliardi di euro nel solo 2007, il Sig. Murdock certamente sarà in grado di acquistare un maglione pesante, e qualche paia di calze lunghe, per affrontare questo freddo inverno Europeo.

rupert-murdoch-time.jpg Già si sta parlando di un video, realizzato e trasmesso da Sky, per invitare i propri abbonati a lamentarsi con il Governo per questa decisione. La reazione di giornali e telegiornali è stata immediata, tanto che a poche ore dall'annuncio di voler aumentare l'Iva a Sky, pareva non ci fosse altro di cui parlare, e che gli attentati Indiani, fossero il problema di un vecchio film western.

La presa di posizione di Sky, è stata immediata e decisa: 4,7 milioni di famiglie Italiane, dovranno sostenere un aumento del costo dell'abbonamento sky, per colpa del governo.

Cattiveria del Governo, vittimismo di Sky, e fregatura per gli abbonati, sono gli ingredienti giusti per mettere in piedi una commedia, studiata a tavolino nei minimi dettagli.

Perchè l'aumento dell'iva proposto dal Governo, non è un aumento indirizzato agli abbonamenti, sottoscritti nero su bianco ad un prezzo specifico, dopo aver scelto l'offerta sky più consona ai propri gusti. L'aumento proposto dal governo, è per Sky Italia, e per il fatturato dell'azienda. Azienda, che non ha pensato nemmeno per un attimo di farsi carico delle proprie tasse, ma che come ogni azienda di servizi tipicamente italiana, ha fin da subito annunciato tagli al personale, ed aumento dei prezzi per i clienti.

Un pò come i conti correnti bancari a costo zero, dove per zero si intendono zero costi bancari, ai quali si dà per scontato, debbano essere aggiunte le imposte di bollo, che, (dicono le banche), sono tasse dello Stato. E' certo vero che le imposte di bollo sono tasse richieste dallo Stato, ma sono richieste dallo Stato alle Banche, che facendo orecchie da mercante, prontamente le girano su ogni singolo correntista, lavandosene le mani.

Forse ci siamo talmente abituati ad essere presi in giro, che non riusciamo più a vedere le cose nel verso giusto. Ci rassegnamo al destino, e a quello che ci viene mostrato come inevitabile: "è così", ci diciamo.

Eppure, la bagarre mediatica, è ancora oggi il miglior modo per non far comprendere dove sia il punto di una questione, tanto che nel rapporto tra azienda e cliente, si riesce persino a mostrare l'azienda come una vittima, ed i clienti su cui andranno a gravare gli aumenti, come impotenti spettatori di un programma, che farebbero volentieri a meno di guardare.

 
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