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| L'Italia delle opinioni e la Tv della disinformazione |
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| Scritto da Maurizio Caudana | |
| giovedì 08 maggio 2008 | |
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Fino a che punto l'opinione di una persona è accettabile e meritevole di attenzione? Fino al punto in cui dati oggettivi o fatti nuovi, non smentiscano l'opinione, rendendola un esempio di malafede o di errata valutazione da parte di chi l'ha esposta. Trovo che questo sia piuttosto logico, altrimenti qualsiasi opinione espressa su qualsivoglia argomento, dovrebbe assumere la stessa importanza di fronte agli uditori della questione, proprio come quando si attendono i risultati di un'elezione, ed alcuni valutano migliore la posizione di uno, rispetto ad un altro. Ma nel momento in cui i risultati elettorali divengono pubblici, le opinioni personali perdono del tutto il loro valore. La realtà ha fornito un dato oggettivo da cui dover ripartire. Nessuna opinione in merito è più concessa. D'altro canto, bisogna considerare, che proprio l'attesa e la curiosità nei confronti del dato oggettivo, spingono i contendenti a schierarsi, e ad esprimere la propria opinione in merito alla questione. Eppure, non è raro che proprio nel corso di un programma televisivo, due persone con idee contrastanti, prendano posizione sulla base di opinioni personali, che non verranno mai suffragate o smentite, da alcun dato certo ed incontestabile. Uno dei casi più ricorrenti, riguarda la condizione dei conti pubblici dello Stato, al momento dell'insediamento di un nuovo governo. Per il rappresentante del vecchio governo, i conti dello stato sono a posto, mentre per il rappresentante del nuovo governo, i conti dello Stato sono un disastro. Dove sta la verità? La verità è quella espressa dalla corte dei conti , organo ufficiale incaricato di informare i cittadini sulla "salute" dei conti pubblici. Eppure, i due contendenti, non verranno smentiti dal presentatore/mediatore, che lascerà puntualmente in sospeso la questione, disinformando e confondendo così il telespettatore.
La verità sta scritta nero su bianco, nei conti delle società che gestiscono gli inceneritori. Una telefonata al ministero dell'ambiente, avrebbe dovuto poter sbrogliare il mistero in pochi minuti. Una telefonata che Mentana non ha fatto, forse proprio per non dover smentire nessuno. Ecco che così, nessun cittadino che abbia visto la trasmissione, è riuscito a sapere con certezza, un dato fondamentale per schierarsi pro o contro l'incenerimento, restando, oltre che nel dubbio, disinformato e confuso dalle opinioni contrastanti. Una televisione che non va in cerca di informazioni e di dati certi, è una televisione che non informa e non approfondisce. E' una televisione che fa disinformazione, senza neppure lasciare la possibilità di contestare. L'opinione di chiunque infatti è ben accetta, le certezze sull'argomento, sarà meglio tenerle per la prossima puntata. |
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