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L'assillante voglia di cambiare vita Stampa E-mail
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Scritto da Maurizio Caudana   
sabato 02 gennaio 2010

Credo che per la mia generazione sia qualcosa di più che un sogno. Alle volte, osservando le persone della mia età, mi pare di veder interpretare il ruolo di chi vuole cambiar vita, rimanendo però fermo in un equilibrio statico, dove tutto potrebbe accadere, ma nulla infine accade davvero.

Cambiare vita, partire daccapo, andare via, trovare giustificazioni, esternare stati d'animo, comportarsi come se si avesse già il biglietto in tasca e le valige sulla porta di casa, continuando però a vivere la vita di tutti i giorni. Parlare e comportarsi come se tutto dovesse cambiare, mentre nulla in realtà cambia. Un atteggiamento che ha forti ripercussioni in molti altri ambiti nel nostro paese. Un atteggiamento appunto.

viaggiare_500.jpgHo assistito alla partenza di molte persone, che hanno seguito la loro voglio di andar via, e sono andati all'estero, lontano, al caldo, a fare i lavori più improbabili, che in molti casi si sarebbero rifiutati di fare nel nostro paese. Altri invece, dopo aver fatto le giuste scuole ed aver seguito precisi percorsi introduttivi, possono permettersi di vivere in qualsiasi parte del globo, con la soddisfazione di poggiare i piedi su di una carriera invidiabile.

Due modi differenti di fare la stessa cosa. I primi però tornano a casa quasi tutti entro qualche anno, il tempo di esaurire gli istinti libertini di chi non ha più vincoli, ed esaurire così la spinta emotiva che giustifica la distanza da tutto ciò che è familiare.

Perchè la familiarità con il mondo che ci circonda, è un sentimento di primaria importanza nell'esistenza di ognuno, e fà sentire il proprio peso non appena l'aereo si stacca da terra, per volare chissà dove. Familiarità che abbraccia certamente le parentele, ma che riguarda luoghi, persone, situazioni e modi di fare, irripetibili in qualsiasi altra parte del mondo, anche se del tutto futili. E' l'invetabile conto da fare con i sentimenti.

Ma non è qui il punto. Ci mancherebbe che una persona non potesse scegliere di andare dove gli pare, a fare quel che gli pare. O che non potesse mandare all'aria quanto fatto fin ora, per ricominciare daccapo. Mi pare chiaro.

Ma lo stesso principio di chi sceglie di trasferirsi all'estero, credo valga per qualsiasi altro tentativo di cambiamento. Il metodo, fà senza dubbio la differenza tra il portare a termine il cambiamento in maniera vantaggiosa, o ritrovarsi nuovamente a dover partire daccapo, dopo aver magari esaurito le risorse personali ed economiche.

Un metodo, che non rende indispensabile distanziarsi migliaia di chilometri dalle proprie origini, ma che quando sceglie di farlo, lo fà con la consapelozze di avere gustose opportunità una volta arrivato a destinazione. Un metodo che deve saper calcolare la convenienza, i rischi, le possibilità reali di realizzazione. Un metodo che sappia vedere al di là dei propri desideri, e che sappia mostrare chiaramente quanti immigrati sul nostro territorio posseggano attività, e lavorino in proprio, mantenendo in maniera più che decorosa le loro famiglie.

E' il paradosso di chi vuole cambiar vita, e si accorge di quanti invece sono giunti da lontano per venire a cambiare la loro, avvicinandosi alla nostra. La dimostrazione pratica che l'opportunità, è negli occhi di chi la sà vedere.

 
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