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| L'arte digitale è vera arte? |
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| Scritto da Maurizio Caudana | |
| giovedì 26 novembre 2009 | |
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Sono combatutto sull'arte digitale. Perchè l'arte digitale racchiude in sè numerose espressioni artistiche, riconosciute a livello mondiale, visibili magari sulle pagine di illustri settimanali, come sui cartelloni pubblicitari a bordo strada. Si stima che la maggiorparte delle immagini pubblicate da riviste e giornali, siano state modificate o ritoccate grazie ad appositi software per la gestione delle immagini. Per ritoccate, si intende qualsiasi intervento capace di modificare l'immagine originale con l'ausilio di un computer, e di un software per la grafica. Anche un banale ritocco alla luminosità dell'immagine, costituisce una modifica dell'immagine originale. Pensando alla musica da discoteca, troviamo numerosi brani molto famosi e conosciuti, ballati magari nelle discoteche di mezzo mondo, ma realizzati senza l'ausilio di alcuno strumento musicale. Musica digitale, voci digitalizzate, suoni esistenti solo grazie alla tecnologia. L'arte digitale tocca numerose arti classiche, e pur ammettendo l'apporto innovativo della tecnologia ai vari settori artistici, è indiscutibile che li stravolga in maniera più o meno vistosa. Tutti avranno notato quanto il cinema sia stato rivoluzionato dall'introduzione delle tecniche digitali. Colori, immagini, se non interi film realizzati grazie alla computergrafica, che sanno far sognare gli spettatori, ma che allo stesso tempo hanno proposto qualcosa di irreale, di artificioso ed irreale. L'obiezione più quotata a questo punto di vista, (quindi a sostegno dell'arte digitale), afferma che l'arte è per definizione irreale, e dunque differente dalla realtà. Tutte le arti sono solo un'interpretazione, e nessuna di esse è veritiera. Anche la musica suonata con strumenti classici, interpretando, stravolge l'idea originale del compositore, per quanto ci si possa sforzare di avvicinarsi ad un'esecuzione maestrale. Così anche un quadro sarebbe solo un'imitazione del reale per quanto particolareggiato, e persino una fotografia rappresenterebbe solo uno degli infiniti scatti di quell'istante di realtà, e non certo la realtà nel suo insieme, mettendoci di fronte all'ennesima interpretazione. Chi invece denigra l'arte digitale, si appella proprio agli aspetti interpretativi dell'arte, alla sua capacità di esprimere l'umanità di chi interpreta, rifiutandosi di intendere l'uso del Pc e degli strumenti digitali, al pari di un plettro, di una batteria, o di un pennello. Il tocco umano, unito alla particolarità fisica dello strumento che si sta utilizzando, riesce a dar vita alla "vera arte", risultato dell'insieme di esperienza tecnica e sensazioni umane applicate alla materia, più che allo sterile calcolo dal risultato perfetto. Questo discorso si è manifestato con prepotenza nella fotografia, che vede da una parte i pochi rimasti affezionati al rullino fotografico, e dall'altra i sempre più numerosi amanti delle schede di memoria delle moderne digitali. Ed io, come dicevo, sono combattuto sull'arte digitale, perchè pur essendone affascinato, comprendo i motivi di chi, per quanto di effetto, la consideri semplicemente come un calcolo matematico. Ma capisco anche i motivi di chi si diletta con l'arte digitale, e la sostiene, sfruttando le nuove ed infinite potenzialità del calcolo, unite alle idee dell'uomo. Ho come l'impressione di essere di fronte a qualcosa che ha appena avuto inizio, e che ci terrà compagnia per diverso tempo. |
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