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L'adulterio? Non sempre è una tragedia Stampa E-mail
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Scritto da Susanna de Palma   
giovedì 17 maggio 2007

Il sesso è fondamentale per la qualità della vita. È la sintesi del XXVI Congresso Internazionale di sessuologia che si è tenuto a Sydney lo scorso aprile.

Il mondo dell'adulterio è pieno di eufemismi. I finlandesi lo chiamano 'relazione parallela', per i nigeriani è un 'network sessuale' e i francesi usano l'espressione 'partnership multiple simultanee'. Ma non si tratta semplicemente di sfumature linguistiche dietro cui nascondere ipocritamente lo stesso identico concetto: scappatelle sessuali quando il coniuge non vede. Le relazioni extramatrimoniali sono piene di sfumature culturali, che variano da paese a paese.

Dai primi risultati della ricerca, emerge che: più un paese è povero, più si osserva l'incidenza di adulteri nella sua società. Chi guadagna meno di 10 mila dollari all'anno è il 50 per cento più propenso a tradire il coniuge che non chi guadagna più di 60 mila dollari. In cima alla graduatoria dei traditori, sono i mariti nella nazione africana di Togo, con un reddito pro capite annuo di 1.600 dollari.

Situazione diametralmente opposta nei paesi ricchi, dove per esempio in Australia gli uomini che tradiscono la moglie sono solo il 2,5 per cento. In Svizzera solamente il 3 per cento degli sposati andrebbe a caccia di avventure sessuali, in Francia i mariti infedeli sono meno del 4 per cento.

Gli americani, pare che per l'adulterio abbiano tolleranza zero. Perfino avere una relazione virtuale online in America sarebbe motivo di crisi coniugale. Viene in mente il caso di Bill Clinton e di Monica Lewinsky, quando gli americani chiusero un occhio sul tradimento ma non perdonarono al presidente di avere mentito. Il coniuge tradito si vendica spesso chiedendo di sapere ogni intimo dettaglio del tradimento, in una cronologia del come e del perché che può risalire indietro di anni.

È una tendenza che rientra in un fenomeno generalizzato della società Usa: gli americani ora si 'confessano' in pubblico per qualsiasi cosa. Ammettere pubblicamente il peccato è una forma di espiazione.

Niente a che vedere con la reazione dei giapponesi, che hanno un'alta tolleranza all'infedeltà. Un sociologo di Tokyo, ha spiegato che il matrimonio in Giappone non è inteso come rapporto di fiducia reciproca e buona intesa sessuale, come auspicano invece gli americani.

È anzi comune fra gli uomini giapponesi vantarsi di avere una relazione matrimoniale casta. Il sesso è cosa da soddisfare fuori dalle mura domestiche: non è un caso che nel 2001 l'industria del sesso giapponese abbia generato un giro d'affari pari a 2,3 miliardi di dollari. "Un avvocato specializzato in cause di divorzio ha spiegato che in Giappone il sesso a pagamento non rientra nella definizione legale di adulterio".

Anche le donne cinesi hanno un'alta tolleranza all'adulterio, ma in questo caso non si tratta di avventure da sex club come in Giappone. In Cina il boom dell'economia ha creato un nuovo trend fra i neo ricchi cinesi. Sono nate le cosiddette 'seconde mogli'. Anche in India, l'adulterio sta diventando più comune ed è accettato, purché si segua la regola d'oro di non praticarlo apertamente e di non imbarazzare il coniuge tradito.

Non è certo così facile nei paesi islamici, invece, dove l'adulterio è condannato dal Corano. In Iran una persona che si abbandoni a piaceri sessuali con un partner diverso dal coniuge rischia la lapidazione. In Indonesia l'infedeltà matrimoniale può essere punita con anni di carcere. Questo non significa che nella più popolosa nazione islamica al mondo l'adulterio non esista. Anzi, viene fatta perfino una distinzione fra tradimento come appagamento di voglie sessuali e tradimento come breve periodo di innamoramento. Mentre quest'ultimo viene chiamato 'selingkuh' ('meraviglioso intervallo'), il sesso extraconiugale è un 'bobok bobok siang', cioè 'il riposino del pomeriggio'.

Gli inglesi per esempio seguono con grande passione le scappatelle sessuali dei personaggi più noti, compreso l'ex premier britannico John Major che quando era primo ministro ebbe una relazione con Edwina Currie, suo ministro della Sanità.

Ecco allora che un intraprendente inglese ha avuto un'idea per venire incontro ai bisogni dei suoi connazionali. David Miller ha creato www.extramaritaldating.com , un sito per incontri esclusivamente fra persone sposate. "Seleziono esclusivamente persone che non mettano a repentaglio l'equilibrio della relazione matrimoniale", spiega Miller, che istruisce i suoi clienti all'arte di condurre relazioni amorose discrete e senza ripercussioni negative: le cosiddette 'no-strings attached', Nsa, come vengono classificate negli annunci personali di chi è alla ricerca di un'avventura sessuale che non lasci strascichi.

L’Espresso

 

Commenti 

 
0 #3 Andrea 2008-08-13 21:31 Vivo in Giappone da quindici anni e devo ancora sentire un giapponese che si \"vanti\" di non andare a letto con sua moglie.

In Giappone, come in Italia, si fa piu\' bella figura a vantarsi di fare tanto sesso, piuttosto che poco, indipendentemen te dal partner.

Spero che le informazioni sulle altre culture siano piu\' accurate.
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0 #2 Maurizio Caudana 2007-05-18 00:35 Ammettilo, la fonte è novella 2000…

\"Seleziono esclusivamente persone che non mettano a repentaglio l\'equilibrio della relazione matrimoniale\"

Detto da uno che insegna a tradire, è un ottimo esempio di english humor…

Scarso— (meno, meno)
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0 #1 Giorgia 2007-05-17 21:14 Uno dei doveri fondamentali che scaturiscono dal matrimonio è quello della fedeltà tra i coniugi (oltre a quello della collaborazione, assistenza, etc.). In passato il dovere di fedeltà era inteso in chiave strettamente fisica, come fedeltà sessuale o sentimentale, ed assumeva un valore talmente rilevante da prevedere conseguenze penali in caso di violazione. In particolare il codice penale prevedeva due diversi reati a carico del coniuge che si rendeva autore di tali comportamenti.
Infatti, l’art. 559 c.p. prevedeva il reato di “adulterio” a carico della moglie che avesse tradito il marito, la quale veniva punita con la reclusione fino ad un anno. Invece, l’art. 560 c.p. configurava il reato di “concubinato” a carico del marito che avesse tenuto una concubina nella casa coniugale o altrove, stabilendo la pena della reclusione fino a due anni.
Ma, la Corte Costituzionale, con due sentenze rispettivamente del 1968 e del 1969, ha dichiarato costituzionalme nte illegittimi questi due articoli (ormai abrogati), con la conseguenza che la violazione del dovere di fedeltà, non costituisce più un reato sanzionato penalmente.
Nonostante ciò la fedeltà rimane, oggi, un valore giuridico, oltre che sociale, molto importante e la giurisprudenza attribuisce ad esso il significato di lealtà, intesa quale impegno reciproco di non tradire la fiducia dell’altro coniuge.
Allora mi chiedo, perchè tutto questo?
La famiglia nn sta già perdendo i suoi valori da sola?
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