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| Israeliani e Palestinesi non hanno bisogno di sostenitori |
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| Scritto da Maurizio Caudana | |
| lunedì 05 gennaio 2009 | |
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La situazione in Terra Santa è tornata ad essere incandescente, dopo un periodo di scaramucce più o meno gravi, che hanno mostrato la parziale efficacia dei sedativi politici, utilizzati per calmierare una situazione, da molti anni ben al di là di qualsiasi mediazione.
Interessante vedere con quale immediatezza, manifestanti di entrambi gli schieramenti, siano scesi in piazza in ogni parte d’Europa, per chiedere la fine degli scontri, pur rappresentando ognuno, una delle parti in causa, e manifestando in cortei rigorosamente divisi. Una civile espressione di ipocrisia politica, travestita da attivismo civile, mostra nelle piazze europee il peso che i sostenitori di una e dell’altra fazione, possono avere nelle sorti di questo conflitto. La richiesta del consenso, ed i tentativi di sensibilizzazione pubblica di una e dell’altra parte, sono i sintomi di una necessità molto distante da qualsiasi soluzione del conflitto, possibile o ipotizzabile. Eppure questo conflitto, (a parte sporadiche occasioni), non è mai riuscito a sfogare completamente la propria rabbia, e, tanto meno, a far valere una volta per tutte le proprie ragioni.
Che la guerra sia la peggiore espressione della ragione umana, non è certo una novità, e ancor meno una scoperta. Ma la guerra fa parte della storia dell’uomo da sempre, e nemmeno la più fervida immaginazione, potrebbe seriamente pensare ad un futuro senza guerre. Per questo, risultano come una forzatura propagandistica, le immagini di bambini massacrati, di feriti trasportati all’ospedale, e di case bombardate, quasi fossero un’eccezione inaccettabile, anziché la più tipica delle realtà di questo mondo. Davvero singolari poi, le frasi di circostanza verso i morti di una fazione, colpevolizzando tra le righe la fazione opposta, quasi che i morti fossero prerogativa di una sola delle fazioni in guerra. L’opportunità dunque di tacere, e di evitare qualunque tipo di schieramento in questo conflitto, sarebbero un primo cenno della consapevolezza, che opinioni e manifestazioni di parte, non fanno altro che alimentare quel clima di tensione, a cui inspiegabilmente pare che ognuno voglia contribuire, dal proprio angolo di mondo. Sentirsi più vicini ad una oall’altra parte, è il segno che la propaganda extraterritoriale, ha avuto i suoi effetti, e che questa guerra, ha trovato nuovi “combattenti”. Ma se la ragione e la politica avessero potuto trovare spazio in questo conflitto, ed i contendenti avessero nutrito la speranza di una soluzione, non saremmo qui oggi, a guardare il riattizzarsi dell’ennesimo focolare di guerra, ed a discutere quale grande ingiustizia stia subendo questo o quest’altro popolo. Forse è giunto il tempo in cui, alla guerra, deve essere concesso di fare il proprio corso, ed in cui siano fatte valere con la forza, le ragioni che la politica non è riuscita a far valere con la diplomazia. Potrebbe essere l’occasione per mettere fine una volta per tutte, a mezzo secolo di scontri, attentati ed omicidi, e dare motivo alle ragioni del più forte, di avere la meglio, così come è sempre stato nella storia dell’uomo. Storia che si ripete in ogni conflitto considerato “meno importante”, come se ne possono incontrare in varie zone del mondo, in cui i problemi e la sorte dei contendenti, non è amplificata dai media e dalle dichiarazioni della politica internazionale, che in questi casi si limita ad esprimere profondo dispiacere per l’accaduto, e ad inviare i soliti aiuti umanitari. |
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- La pelliccia è da assassini, la pelle no - Follie ...
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Mantenuto caldo dalle pressioni politiche internazionali, e contemporaneamente sedato dalle stesse, questo conflitto è ormai divenuto un evento perenne, quanto innaturale.





Commenti
mi spiace ma non sono d'accordo con te. C'è una bella differenza tra esprimere la propria opinione e solidarietà da privata cittadina, parteggiando in particolare con una delle due parti in conflitto e alimentare il conflitto stesso. Non stiamo parlando di una discussione pacifica o di una polemica, ma di migliaia di morti e feriti da ambe le parti. E' vergognoso invece quanto sia di parte, come al solito, l'informazione televisiva. Citazione