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Il regolare ingresso dei clandestini irregolari Stampa E-mail
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Scritto da Maurizio Caudana   
mercoledì 14 maggio 2008

Da quando è cominciata la campagna elettorale, indubbiamente il tema sicurezza, è entrato a far parte degli argomenti trattati da tv e giornali quotidianamente. La sicurezza, sentita come una priorità dai cittadini, diventa, giustamente, uno dei temi caldi da affrontare, per convincere gli elettori, dell’impellente necessità di questa classe politica.

E’ così in ogni parte del mondo, ed osservando la campagna elettorale statunitense, troveremo come ricorrenti anche oltreoceano, i temi riguardanti la sicurezza del territorio e dei cittadini. Italia e Stati Uniti, sono in una situazioni decisamente simile al riguardo dell’immigrazione clandestina: entrambi i paesi, fungono da porta di ingresso ai flussi migratori (per l’Italia provenienti dall’africa, per gli U.S.A, provenienti dal sud america), e pare quasi non esista alcun mezzo valido, per evitare queste problematiche invasioni, che tanto preoccupano i cittadini, e la classe politica in lista per il potere.

valigia_cartone.gif Anni ed anni di discussioni e pubblica indignazione, il susseguirsi di governi differenti, il pessimo umore dei cittadini, e l’aumento della criminalità “straniera”, sembrano non essere sufficienti a far prendere una decisione definitiva. Sia qui da noi, che negli Stati Uniti, dove persino un muro sul confine Messicano, non è servito a fermare l’afflusso.

Ma come può essere possibile? Questi governi riescono a centrare con una bomba, un uomo seduto sulla tazza di casa sua nel bel mezzo della notte, e non riescono ad intercettare un’imbarcazione piena di persone nel mezzo del mar mediterraneo per rispedirla indietro?

Spostiamo l’attenzione su di un altro punto, per tentare di comprendere dove stia la luce giusta, per inquadrare a pieno la situazione. Sarà sufficiente osservare, e riflettere su ciò che abbiamo osservato. Osserviamo i camion mentre circolano in autostrada, osserviamo i cantieri edili e le cucine dei ristoranti, i campi di pomodori e cocomeri nel meridione e le campagne di tutta la penisola, le colf e le badanti che lavorano nelle nostre case, le prostitute sul ciglio della strada.

Proviamo ad osservare con attenzione, quanto gli immigrati clandestini vengano utilizzati su tutto il territorio nazionale, e quali le conseguenze per il settore in cui sono impiegati, nel caso venissero a mancare. L’uso di irregolari, è indispensabile alla sopravvivenza della nostra economia, così come di quella Americana. L’irregolare può essere pagato poco e lavorare molte ore al giorno, vive al di fuori dello Stato di Diritto, (o è convinto di viverci), e può essere sfruttato con maggior facilità, senza correre il rischio di conseguenze legali, in caso di problemi.

E’ stata assai singolare la manifestazione degli ispanici irregolari, che regolarmente lavorano tutti i giorni negli Stati Uniti, e che chiedevano con una pacifica sfilata, di essere regolarizzati dalle istituzioni. Erano centinaia di migliaia, ed hanno creato non poco imbarazzo al governo Americano. Qui da noi non sono ancora arrivati a tanto e forse non ci arriveranno mai. Sta di fatto però che, puntualmente, gli immigrati tornano ad essere un problema, per alcuni da eliminare, per altri da risolvere.

Come successo in questi ultimi anni, assecondando perfettamente una crescita economica pari allo zero. Il Paese non cresce, e gli immigrati diventano un problema strettamente legato alla criminalità; il Paese cresce, e gli immigrati sbarcano ogni giorno, inarrestabili, sotto gli occhi delle forze dell’ordine e delle tv nazionali.

Qualcuno afferma che questo nuovo governo risolverà la situazione, ed impedirà nuovi flussi di immigrati. Il mio invito è quello di non farsi troppe illusioni; questo nuovo governo si comporterà come tutti i governi precedenti. Magari alzerà un pò la voce per rassicurare i propri elettori, metterà in regola qualcuno ed espellerà qualcun’altro. Ma di certo non fermerà l’arrivo di nuove imbarcazioni, e tanto meno, creerà un sistema di ingresso regolamentato: ne andrebbe dell’economia del Paese.

 
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