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Il primo colpo di pistola dei conquistadores Stampa E-mail
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Scritto da Maurizio Caudana   
giovedì 21 giugno 2007

Doveva avere 18 anni, massimo 20. E mai in vita sua aveva visto quello strano bastone dalla bocca di fuoco dal quale partì la palla di piombo che gli trapassò il cranio. Era il 1530, in Perù.

conquistadores.gifQuel giovane guerriero Inca cinquecento anni dopo è diventato suo malgrado famoso: è la prima vittima accertata da arma da fuoco del continente americano.

Il suo cranio e la sua morte sono diventati, 500 anni dopo, una scoperta scientifica. La scoperta la si deve ad un archeologo peruviano, Guillermo Cock, che da 20 anni scava nella zona di Lima alla ricerca di tracce Inca.

A Puruchuco, uno dei più importanti cimiteri Inca del Perù, il mese scorso Guillermo Cock ha trovato fra tanti resti umani giudicati di secondario interesse scientifico questo cranio speciale. Oltre a essere ben conservato presentava un particolare unico: un foro d'entrata e un foro di uscita nella parte alta della scatola cranica. Quei fori erano stati inequivocabilmente provocati da una palla di piombo.

"E' sicuramente possibile che prima di questo siano stati uccisi altri guerrieri Inca o altri indigeni locali - ha detto il professor Cock, le cui ricerche a Puruchuco sono finanziate dal National Geographic Institute - ma per quanto gli archeologi ne sappiano questa è la prima e più antica prova mai accertata di una vittima da arma da fuoco in America".

Basandosi sia sull'analisi cosiddetta "del carbonio 14", grazie alla quale si può risalire con certezza alla datazione di un ritrovamento, sia sull'analisi delle centinaia di altre ossa umane rinvenute a Puruchuco, il professor Cock ha accertato l'età del ragazzo in questione, ucciso nel 1530, pochi anni dopo l'arrivo nelle Americhe di Francesco Pizarro e del suo esercito di conquistadores. Secondo Cock, dato il luogo in cui è stato fatto il ritrovamento consente di ricostruire in modo diverso quella pagina della Conquista delle Americhe che va sotto il titolo "l'assedio di Lima del 1536".

In primo luogo - ha spiegato al Washington Post - perché dimostra che gli spagnoli arrivarono a Lima qualche anno prima di quanto riportato dai libri di storia. In secondo luogo, è verosimile pensare che alcuni Inca si allearono con Pizarro, nella speranza di venire ricompensati.

"La scoperta di Cock è molto interessante - ha detto l'antropologo Richard Burger, dell'Università di Yale - anche perché getta una luce nuova sul declino degli Inca, un popolo, non dimentichiamolo, che venne anche definito 'i Romani del Nuovo Mondo', ma che ebbe un declino relativamente rapido con l'arrivo dei conquistadores". I quali, evidentemente, furono la vera, unica causa di quel 'rapido declino'.

"Ma credo che ci fu una fase in cui cercarono di stabilire relazioni più paritarie. Chiaramente questo non avvenne, ma la prova che erano a Paruchuco già nel 1530 lascia presumere che ci sia stata una fase in cui gli Inca cercarono alleanze". Senza trovarle. Ne sa qualcosa, evidentemente, quel giovane guerriero. Che certamente morì nel 1530 a causa di una palla di piombo.

"C'era una possibilità su un milione di trovare tracce di piombo intorno a quel foro - ha spiegato il direttore dell'Istituto di Medicina Forense di New Haven, in Connecticut, che ha esaminato il cranio ai raggi laser - le abbiamo trovate. Dal nostro punto di vista, questo cranio è un reperto eccezionale".

Fonte (Ansa.it)

 
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