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| Il Fatto Quotidiano - Il nuovo giornalismo indipendente |
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| Scritto da Maurizio Caudana | |
| lunedì 21 settembre 2009 | |
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Il più grande smacco che la cultura del finanziamento all'editoria avesse mai potuto subire, di fronte alla montagna di motivi elargiti per giustificare la necessità di denaro pubblico a sostegno della carta stampata, è arrivato proprio da quell'Italia che per alcuni non è altro che il simbolo della lentezza, e della scarsa partecipazione civile. Che un gruppo di giornalisti mossi dalla necessità di indipendenza, formassero una redazione in grado di progettare un nuovo quotidiano, quando la morte dei quotidiani è ormai diventata una certezza in ogni parte del mondo, riporta la mente a quei telefim americani dove la giustizia trionfa, e la realizzazione personale arriva alle stelle, nel lieto fine di tutta la storia. E credo sia proprio questa la sensazione che la redazione del Fatto Quotidiano , mi immagino stia provando giorno dopo giorno, avvicinandosi sempre più alla prima uscita di questo nuovo giornale, (il 23 Settembre), nato dalla fiducia che gli affezionati lettori di ogni singolo giornalista della redazione, hanno riposto nel progetto comune di dar vita ad una nuova testata giornalistica.
Che 30.000 persone abbiano scelto di sostenere a scatola chiusa la nascita di un nuovo quotidiano, dovrebbe occupare tutti i canali televisivi, e mettere in moto una seria discussione sulla necessità di continuare a foraggiare con milioni di euro pubblici, quotidiani che non potrebbero continuare a vivere, se dovessero dipendere esclusivamente dai profitti delle copie vendute. Eppure, a parte dei brevi servizi sul telegiornale della terza rete Rai, nessun mezzo di informazione ha dato spazio a questo piccolo miracolo italiano, dimostrando per l'ennesima volta quanto basso sia il livello di indipendenza delle "grandi firme" gionalistiche, e dei vari tg nazionali, troppo preoccupati di evitare qualsiasi dispiacere a chi permette loro uno stipendio. Preoccupazione che dovrebbe nascere nel momento in cui ci si accorge di non soddisfare le esigenze dei propri lettori, e resa impellente dalla caduta libera del numero di copie vendute. Preoccupazione risolta invece all'Italiana, con un consistente foraggiamento da parte dello Stato, che pare ammonti a più di 100 milioni di euro ogni anno, suddivisi tra le varie testate. Nelle vesti di NON lettore dei soliti giornali, sono felice di aver sostenuto con il mio abbonamento questa iniziativa, nella speranza si trasformi presto in un campanello di allarme per tutte le altre redazioni, che senza un sufficiente numero di lettori non dovrebbero far altro che chiudere, come ogni libera impresa che si rispetti, e che ancora abbia un minimo di dignità imprenditoriale. Nelle vesti di abbonato, mi auguro che la redazione del Fatto Quotidiano sappia essere del tutto indipendente, non solo dal potere e dagli interessi politici, ma anche dalle ideologie, capaci di corrompere l'onestà intellettuale delle persone meglio del vile denaro, e di distruggere l'obbiettività degli individui meglio di qualunque altro mezzo corruttivo. |
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Che un
quotidiano raccolga la fiducia di 30.000 persone, disposte ad abbonarsi
senza nemmeno aver visto un solo numero del quotidiano, significa da un
lato che la buona reputazione di un giornalista paga, (nel vero senso
della parola), e dall'altro che la crisi tanto sbandierata dei
quotidiani, trova i suoi motivi nel giudizio negativo che gli italiani
hanno dei soliti giornali, ormai più simili a rotocalchi
che a mezzi attraverso i quali approfondire un'informazione, troppo
condizionata da fattori esterni all'opinione del giornalista che scrive.




