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Scritto da Maurizio Caudana   
mercoledì 02 maggio 2007

Un aspetto drammatico della “guerra alla notizia”, è la possibilità di errore. Proprio come accade in ogni lavoro, può succedere di sbagliare, di commettere imprecisioni, di avere poco “tatto”.

La differenza tra fare informazione, ed un qualsiasi altro lavoro, è il ritorno che l'errore commesso genera, nei confronti di chi è divenuto parte di quell'errore.

Molte volte le persone che fanno parte della notizia, uomini e donne comuni, si trovano ad essere accusati di un delitto, o ad essere coinvolti in uno scandalo, pur essendo innocenti.

La notizia vuole il maggior numero di particolari possibili: luoghi, età, modello dell'auto, conoscenze.

Anche se i nomi degli interessati sono tenuti nascosti, molti particolari della notizia possono far risalire ad un ristretto numero di persone. Pensando alla realtà di un paesino, pochi dettagli possono formare un nome.

Se la persona che sta dietro questo nome, o questo gruppo di nomi, risulterà innocente, l'eventuale smentita non avrà mai lo stesso potere informativo della notizia d'accusa, perchè annunciata con minor rilievo, pubblicata in trafiletti, o semplicemente omessa.

 

Commenti 

 
0 #6 emilio 2007-05-03 19:01 grazie per aver pubblicato il mio ultimo commento… Citazione
 
 
0 #5 Emilio 2007-05-02 19:00 …ma gli imputati siamo noi ed è necessario essere garantisti, bisogna garantire la libertà di stampa. Se un giornalista fa falsi scandali, dura poco, prima o poi qualcuno se ne accorge e questi perde di credibilità. Se per legge il giornalista non può pubblicare gli atti di un processo cosa dovrebbe fare? Parlare del tempo? Parlare di moda? E i fatti chi li racconta? Le inchieste di cosa parlerebbero anzichè di Tanzi e Tronchetti? Della barbie che si è rifatta il seno? Citazione
 
 
0 #4 Maurizio Caudana 2007-05-02 18:35 Siamo tutti garantisti, quando gli imputati siamo noi.

Ma diventiamo di colpo giustizialisti, quando gli imputati sono \"gli altri\".
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0 #3 Emilio Catucci 2007-05-02 16:27 La legge in attesa di approvazione, metterà al riparo dell\'informazione non solo gli innocenti ma anche i vari Tanzi, Moggi, Tronchetti, Corona. Niente più informazione sui crac Cirio, Parmalat. Fosse stata già in vigore la legge Mastella, Fazio sarebbe ancora al suo posto, Moggi seguiterebbe a truccare i campionati, Fiorani a derubare i correntisti Bpl, Gnutti e Consorte ad accumulare fortune in barba alle regole, Pollari e Pompa a spiare a destra e manca. Citazione
 
 
0 #2 Maurizio Caudana 2007-05-02 16:10 Un chirurgo (Giudice) che sbaglia, è già un disastro…
Ma è indispensabile che a giudicare siano i tribunali e non i giornali.
La gogna è roba da medioevo. Chi è sottoposto alla gogna mediatica oggi, ha la vita rovinata, nonostante l\'innocenza…
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0 #1 Emilio 2007-05-02 15:28 Svolgendo un qualsiasi lavoro è possibile commettere errori, basti pensare ad un chirurgo che sbaglia l\'operazione, il risultato è disastroso. E\' giusto però correre il rischio di qualche operazione non riuscita, per beneficiare della chirurgia in generale. Citazione
 
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