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Il destino dei peperoni di Carmagnola Stampa E-mail
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Scritto da Maurizio Caudana   
venerdì 10 ottobre 2008

Il peperone di Carmagnola , è uno dei prodotti forti dell'eccellenza gastronomica Piemontese, che assieme al Tartufo bianco d'Alba, ai Tajarin, alle Tome, agli Asparagi, e ad una notevole quantità di vini, porta i sapori di questa terra, sulle tavole di mezzo mondo.

Non è lontano il successo di un manipolo di cuochi nostrani , inviati dalla Regione Piemonte, a cucinare per le tavole delle Nazioni Unite, a New York. E sembra che nessuno dei commensali, abbia avuto modo di lamentarsi dei piatti serviti, o abbia avuto problemi con la digestione della gastronomia piemontese. Ed è un bene che questa regione, concorra ad aggiudicarsi una posizione di prestigio, nelle scelte culinarie ed enologiche delle tavole estere.

Non fosse che, un prodotto dell'agricoltura, per quanto lo si voglia rendere accellente agli occhi e al palato, resta pur sempre un prodotto della terra, raccolto per essere consumato, prima che la natura continui a fare il suo corso, rendendolo inutilizzabile.

peperoni_carmagnola.jpgCosì il mio pensiero, è orientato ad un ragionamento logico, quanto naturale, se così lo si può definire: la terra offre un prodotto, che l'ingegno e le capacità commerciali rendono "eccellente", così da poterne smerciare una quantità maggiore, e soddisfare una richiesta in aumento, in conseguenza degli sforzi compiuti.

Ma forse io sono un pò ingenuo, e come me, i moltissimi visitatori della Sagra del Peperone di Carmagnola , che si è svolta come ogni anno, nella ridente cittadina Piemontese, a pochi chilometri da Torino. Moltissimi visitatori, come il sottoscritto, non se la sono sentiti di pagare un chilo di peperoni 2,50€, anche se talmente belli, che parevano usciti dal mondo delle fiabe. Ed infatti, erano poche le persone con borse di peperoni al seguito, e nemmeno l'ombra di ressa ai banchi dei produttori.

Forse, proprio come il sottoscritto, hanno preferito acquistare al supermercato, ottimi peperoni Pugliesi, venduti ad 1,40/1,60€ al chilo, con i quali si è potuto dare soddisfazione al palato. Ma è assurdo vantarsi del successo gastronomico ottenuto all'estero dai prodotti della propria terra, e non potersi permettere tanto successo, a pochi chilometri dal luogo in cui questo prende vita!

Come al solito, sono i consumatori a non aver capito, che dopo l'eccellenza, i produttori stanno puntanto a trasformare il peperone di Carmagnola, in un mito, proprio come quelli che venivano narrati nell'antica Grecia. Ma perchè il mito prenda forma, è necessario che l'oggetto mitico non esista, o ne rimanga solo il ricordo, da tramandare oralmente di padre in figlio.

La strada è certo ancora lunga, ma sono sicuro, che aumentando ulteriormente il prezzo, nei prossimi anni si riuscirà a raggiungere questo obbiettivo, e a trasformare il gusto e la consistenza dei peperoni di Carmagnola, in un ricordo, lontano nel tempo.

 
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