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I nuovi schiavi bianchi Stampa E-mail
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Scritto da Susanna de Palma   
martedì 17 luglio 2007

Il Foggiano come l´America coloniale, dove gli schiavi di origine africana erano usati al raccoltapomodori.jpg fianco degli schiavi bianchi, europei. Sono europei anche i romeni e i polacchi - gli schiavi bianchi del terzo millennio - che ormai da qualche settimana sbarcano in massa nel "triangolo senza legge": quello da Cerignola a Candela e su, a nord, oltre San Severo. E mancano ancora dieci giorni, esattamente, all´inizio della raccolta dei pomodori, quando le campagne della Puglia settentrionale saranno affollate pure da algerini, marocchini, senegalesi, eritrei, tunisini...

Dalla Romania in particolare, arrivano molte famiglie con bambini, spesso chiedono l´elemosina, si adattano ad ogni genere di fatica e trovano rifugio a gruppi di dieci o venti all´interno di case maleodoranti, affittano un posto-letto per 200 o 250 euro al mese. Quanto ai polacchi, sono più propensi a piegare la schiena nei campi.

Tre sono gli alberghi diffusi di accoglienza abitativa previsti per i lavoratori stagionali stranieri che finalmente avranno una dimora e l´assistenza, sanitaria e legale, non più di 200-250 immigrati. Ancora troppo pochi però se si pensa che dalla prossima settimana, quella a ridosso del "pomodoro", gli immigrati saranno diventati non meno di 6mila.

Il finanziamento riguarderà i Comuni di Foggia, San Severo e Cerignola per l’adeguamento di immobili pubblici, l’acquisto di moduli abitativi, l’infrastrutturazione dei campi, l’impiego di mediatori linguistici e culturali e di volontari.

La sperimentazione che sta per avviarsi, vuole proprio rompere la catena dello sfruttamento lavorativo dei cittadini stranieri immigrati ed impiegati come lavoratori agricoli stagionali nelle campagne pugliesi, offrendo accoglienza abitativa, in un contesto di sicurezza ma anche di minima protezione sociosanitaria. Non si tratta di strutture assistenziali in senso stretto, ma di strutture che presentano le caratteristiche dell’offerta abitativa e dell’accoglienza sociale, e che fanno leva, al contempo, sulla capacità di autosostentamento dei singoli lavoratori stagionali.

Il guaio è che questi uomini e queste donne hanno paura di venire allo scoperto e di raccontare per filo e per segno le angherie subite: se lo fanno, rischiano di essere picchiati dai caporali. E se non possono muoversi perché si ritrovano con le ossa rotte, non possono neppure lavorare. Sono in grado di guadagnare al massimo 20 euro dopo avere sudato per 14 ore». 1 euro e 42 centesimi ogni sessanta minuti!!!

Repubblica

 

Commenti 

 
0 #1 Maurizio Caudana 2007-07-17 18:42 Per scherzo alcune volte anzichè dire Puglia, dico \"Pugliakistan\" parlando con amici originari di quella regione, ma a leggere di queste cose, comincerò a dirlo seriamente. Citazione
 
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