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Anzitutto un sentito ringraziamento a Furio, che ha fatto luce sulla
cantonata storica che il sottoscritto ha preso solo l'altro giorno, al
riguardo dell'uomo morto nel carcere di Teramo in seguito ad una
vicenda di denunce di pestaggi, che nessun riferimento ha con il caso
Cucchi , se non nella tematica appunto, dei pestaggi di detenuti. Ecco
dimostrata la differenza tra un blogger ed un giornalista vero. Ho
eliminato l'articolo, che non aveva motivo di esistere. Grazie Furio,
buon Natale.
C'è
poi una questione al riguardo del Natale, che da qualche anno fà
sentire il proprio peso quando ci si trova in prossimità di una delle
feste più sentite dalla Cristianità. Riguarda in modo specifico la
coerenza delle persone. E fà sentire il proprio peso non certo perchè
recepito dalle coscienze, ma perchè sbattuto in faccia a chi di dovere
da una parte del mondo Cattolico, stufo di certe ipocrisie.
C'è
infatti una grossa fetta di popolazione apertamente indisposta, (se non
adirata), verso la Chiesa ed il Clero, per i motivi più differenti. Non
è una novità, e gli argomenti a sostegno di questa indisposizione sono
più che conosciuti e discussi. I temi etici, il matrimonio ed il
divorzio, "l'ingerenza" della Chiesa nella vita dello Stato, le
ricchezze della Chiesa, sono in linea di massima i marcatori di base
per la maggiorparte delle discussioni che puntano il dito sul Papa e
sul Vaticano.
Non è il momento di entrare nel merito di questi
argomenti, ma una domanda salta agli occhi spudoratamente: per quale
motivo non si sente nessuno alzare la voce e lamentarsi dell'ingerenza
della Chiesa nella vita dello Stato, con una festività Cristiana
nazionalizzata, organizzata e gestita dalla Chiesa Cattolica? Poi,
guardandomi intorno, vedo molti di quelli che solitamente sono "contro"
ciò che la Chiesa predica e sopratutto contro certi argomenti,
scambiarsi felici e sorridenti auguri di Natale, come se fosse altro,
come se non riguardasse la Chiesa, la Religione e le tematiche di
ingerenza.
Ho cominciato così a far notare questa macroscopica
discordanza, che può essere tranquillamente raggruppata alla voce
ipocrisia. Devo dire che ogni volta fà un certo effetto assistere alle
reazioni di chi si sente domandare, "ma tu non sei quello che darebbe
fuoco ai preti e alla chiesa?", subito dopo essersi scambiati gli
auguri, o inserendosi nelle pubblicazioni di auguri che i social
network oggi consento di fare.
Ma non è la coerenza il punto
delle mie osservazioni, anche se quasi sempre è l'unico concetto
recepito da chi si sente rimporverato. Non facciamo confusione.
L'incoerenza è il sale dell'umanità. E' inevitabile, e sarebbe davvero
insipida una vita coerente in ogni aspetto. Direi quasi impossibile nel
mondo in cui viviamo. Il mio stupore infatti è nella mancanza di
reazione dell'individuo che si scopre incoerente. L'incoerenza di un
ragionamento, una volta dimostrata, dovrebbe portare l'individuo di
fronte alla scelta ed all'inevitabile cambiamento. No, nell'uomo di
oggi non funziona così. O meglio, nell'uomo non religioso non funziona
così.
Non si assiste a nessuna presa di posizione, che per
logica dovrebbe portare a rivedere il proprio rapporto con la
Religione, o a eliminare qualsiasi tipo di festeggiamento Natalizio. Mi
sembra ovvio. No, ci si accontenta di abbracciare gli aspetti mondani
della ricorrenza, tralasciando del tutto l'aspetto religioso. Regali,
cene, luci e festeggiamenti vanno bene e vengono celebrati da tutti.
Dell'aspetto religioso si può far finta di nulla. Lo si può lasciare
tra le righe, o mascherare con un "Buone feste", che và bene per ogni
occasione.
I miei auguri questo Natale vanno a tutte queste
persone. Sono auguri senza doni e senza luci. Sono auguri senza sorriso
e senza brindisi. Sono auguri fatti con la serietà di chi crede che il
Natale sia una cosa importante, che và al di là delle statuine in gesso
del presepe e dell'essere tutti più buoni. L'augurio di sapersi
scoprire uomini e donne, semplicemente uomini e donne, ma con la
speranza che il meglio possa toccare a chi ci sta di fronte, fosse
anche il nostro peggior nemico. Una speranza rara, lo capirete da voi.
Il
Natale si festeggia per ricordare che Dio si è fatto uomo non certo per
trasformare l'uomo in un Dio, ma per offrire un insegnamento ed un
esempio Divino, di Dignità e Giustizia, comprensibile ed imitabile
dall'uomo. A Natale si riscopre di avere un'opportunità in questa vita.
Quella di comprendere la realtà attraverso una Giustizia giusta, e di
sfuggire all'inganno dell'ipocrisia. Una Giustizia che opera attraverso
ognuno di noi, ma che attende per onore della Giustizia, che sia la
nostra volontà a scegliere di inseguirla.
Per questo non mi
importa se una persona crede, o mai crederà. Perchè anche chi si
professa Cristiano e magari rimprovera l'ipocrisia altrui, avrebbe
tanto da rivedere in se stesso a partire proprio da questo Natale. E
magari, da buon ipocrita, continuerà a tralasciare i suoi doveri.
Ma
questo è un problema che tocca chiunque, dal momento in cui si prende
coscienza che l'unica perfezione è in Dio.
Buon Natale.
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