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I miei Auguri per questo Natale 2009 Stampa E-mail
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Scritto da Maurizio Caudana   
mercoledì 23 dicembre 2009

Anzitutto un sentito ringraziamento a Furio, che ha fatto luce sulla cantonata storica che il sottoscritto ha preso solo l'altro giorno, al riguardo dell'uomo morto nel carcere di Teramo in seguito ad una vicenda di denunce di pestaggi, che nessun riferimento ha con il caso Cucchi , se non nella tematica appunto, dei pestaggi di detenuti. Ecco dimostrata la differenza tra un blogger ed un giornalista vero. Ho eliminato l'articolo, che non aveva motivo di esistere. Grazie Furio, buon Natale.

C'è poi una questione al riguardo del Natale, che da qualche anno fà sentire il proprio peso quando ci si trova in prossimità di una delle feste più sentite dalla Cristianità. Riguarda in modo specifico la coerenza delle persone. E fà sentire il proprio peso non certo perchè recepito dalle coscienze, ma perchè sbattuto in faccia a chi di dovere da una parte del mondo Cattolico, stufo di certe ipocrisie.

C'è infatti una grossa fetta di popolazione apertamente indisposta, (se non adirata), verso la Chiesa ed il Clero, per i motivi più differenti. Non è una novità, e gli argomenti a sostegno di questa indisposizione sono più che conosciuti e discussi. I temi etici, il matrimonio ed il divorzio, "l'ingerenza" della Chiesa nella vita dello Stato, le ricchezze della Chiesa, sono in linea di massima i marcatori di base per la maggiorparte delle discussioni che puntano il dito sul Papa e sul Vaticano.

Non è il momento di entrare nel merito di questi argomenti, ma una domanda salta agli occhi spudoratamente: per quale motivo non si sente nessuno alzare la voce e lamentarsi dell'ingerenza della Chiesa nella vita dello Stato, con una festività Cristiana nazionalizzata, organizzata e gestita dalla Chiesa Cattolica? Poi, guardandomi intorno, vedo molti di quelli che solitamente sono "contro" ciò che la Chiesa predica e sopratutto contro certi argomenti, scambiarsi felici e sorridenti auguri di Natale, come se fosse altro, come se non riguardasse la Chiesa, la Religione e le tematiche di ingerenza.

presepe.jpgHo cominciato così a far notare questa macroscopica discordanza, che può essere tranquillamente raggruppata alla voce ipocrisia. Devo dire che ogni volta fà un certo effetto assistere alle reazioni di chi si sente domandare, "ma tu non sei quello che darebbe fuoco ai preti e alla chiesa?", subito dopo essersi scambiati gli auguri, o inserendosi nelle pubblicazioni di auguri che i social network oggi consento di fare.

Ma non è la coerenza il punto delle mie osservazioni, anche se quasi sempre è l'unico concetto recepito da chi si sente rimporverato. Non facciamo confusione. L'incoerenza è il sale dell'umanità. E' inevitabile, e sarebbe davvero insipida una vita coerente in ogni aspetto. Direi quasi impossibile nel mondo in cui viviamo. Il mio stupore infatti è nella mancanza di reazione dell'individuo che si scopre incoerente. L'incoerenza di un ragionamento, una volta dimostrata, dovrebbe portare l'individuo di fronte alla scelta ed all'inevitabile cambiamento. No, nell'uomo di oggi non funziona così. O meglio, nell'uomo non religioso non funziona così.

Non si assiste a nessuna presa di posizione, che per logica dovrebbe portare a rivedere il proprio rapporto con la Religione, o a eliminare qualsiasi tipo di festeggiamento Natalizio. Mi sembra ovvio. No, ci si accontenta di abbracciare gli aspetti mondani della ricorrenza, tralasciando del tutto l'aspetto religioso. Regali, cene, luci e festeggiamenti vanno bene e vengono celebrati da tutti. Dell'aspetto religioso si può far finta di nulla. Lo si può lasciare tra le righe, o mascherare con un "Buone feste", che và bene per ogni occasione.

I miei auguri questo Natale vanno a tutte queste persone. Sono auguri senza doni e senza luci. Sono auguri senza sorriso e senza brindisi. Sono auguri fatti con la serietà di chi crede che il Natale sia una cosa importante, che và al di là delle statuine in gesso del presepe e dell'essere tutti più buoni. L'augurio di sapersi scoprire uomini e donne, semplicemente uomini e donne, ma con la speranza che il meglio possa toccare a chi ci sta di fronte, fosse anche il nostro peggior nemico. Una speranza rara, lo capirete da voi.

Il Natale si festeggia per ricordare che Dio si è fatto uomo non certo per trasformare l'uomo in un Dio, ma per offrire un insegnamento ed un esempio Divino, di Dignità e Giustizia, comprensibile ed imitabile dall'uomo. A Natale si riscopre di avere un'opportunità in questa vita. Quella di comprendere la realtà attraverso una Giustizia giusta, e di sfuggire all'inganno dell'ipocrisia. Una Giustizia che opera attraverso ognuno di noi, ma che attende per onore della Giustizia, che sia la nostra volontà a scegliere di inseguirla.

Per questo non mi importa se una persona crede, o mai crederà. Perchè anche chi si professa Cristiano e magari rimprovera l'ipocrisia altrui, avrebbe tanto da rivedere in se stesso a partire proprio da questo Natale. E magari, da buon ipocrita, continuerà a tralasciare i suoi doveri.

Ma questo è un problema che tocca chiunque, dal momento in cui si prende coscienza che l'unica perfezione è in Dio.

Buon Natale.

 
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