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I cani, la paletta e la cacca nel giardinetto Stampa E-mail
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Scritto da Maurizio Caudana   
venerdì 17 ottobre 2008

Di fronte a casa mia, c'è un giardinetto, con una Magnolia che dà sull'incrocio tra due strade. Quando fiorisce, offre uno spettacolo ed un profumo non indifferenti, a me, che abito lì di fronte, ed ai passanti, che per il breve periodo di fioritura, ne possono ammirare la bellezza, ed annusare i profumi. Parlando della Magnolia, ho citato la cosa più bella del giardino, che per il resto, non ha nulla di diverso dai numerosi altri giardini pubblici, sparsi quà e là per la città.

Abitare di fronte ad un giardino pubblico, offre l'opportunità di osservare le numerose persone, che transitano e si fermano in quel luogo, per i motivi più disparati, che non starò certo qui ad elencare. Tra gli assidui frequentatori del giardinetto però, meritano particolare attenzione, quelli che portano il cane a fare i bisogni, affettuosamente soprannominati dal sottoscritto, "schiavi del guinzaglio".

magnolia.jpgSoprannome, che deriva dalla constatazione di un'abitudine, (molto più simile ad un obbligo), condivisa da ogni proprietario di sfintere canino, che necessariamente, deve accompagnare gli orefizi della bestiola, più volte al giorno nel giardinetto, per soddisfare i bisogni fisiologici dell'animale, evitando di trasformare il proprio appartamento in una latrina.

Non fosse che, svegliandomi ogni mattina alle 7.10, ed aprendo la porta della camera che da sul balcone, vedo già alcuni di questi "schiavi", passeggiare per il giardino, tenendo con una mano il guinzaglio, e con l'altra, una fumosa sigaretta. Anche all'ora di pranzo la scena si ripete, e così fino a tardi, essendo capitato di vederne alcuni, al mio rientro a casa, a notte fonda.

Potrebbe sembrare che io stia parlando di un gran numero di persone, che alternandosi nell'uso del giardinetto, finiscano con l'essere presenti, ai miei occhi, per tutta la giornata. Ma posso garantire essere invece poche persone, a tornare più volte al giorno nel giardino, vedendo solitamente gli stessi cani sporcare.

Che in fin dei conti, potrei anche guardare gli affari miei, e non star li a sindacare sul numero di volte al giorno che una persona porta il proprio cane a spasso. E sarebbe quello il mio atteggiamento, se i proprietari delle bestiole, si degnassero di raccogliere i ricordini lasciati dai loro animaletti, ai quali dedicano così tanto tempo, ed a cui non fanno mancare nulla.

Ma come sempre in questi casi, raccogliere la cacca è un'operazione eccessivamente impegnativa, ed anche un pò denigrante, per gente fin troppo indaffarata nel portare avanti e indietro l'animale da concime.

E così, il giardino, poco per volta si sta trasformando in un cumulo di cacche, esclusivamente riservato a loro, visto che nessun altro ormai, ha più il coraggio di entrare in quel piccolo appezzamento di terra, se non passando sul viottolo di pietre, facendo attenzione a dove mettere i piedi.

Attenzione, che si vede adoperare dagli stessi "accompagnatori", dopo che un breve periodo senza piogge, ha reso il giardino un campo minato, dal quale li si vede restar fuori, con i piedi sull'asfalto ed il guinzaglio proteso verso l'erba, per non pestare le cacche che "qualcuno", impunemente, non si è degnato di raccogliere.

 
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