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Graffiti Archaeology - Se i graffiti sono arte Stampa E-mail
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Scritto da Maurizio Caudana   
giovedì 27 settembre 2007

L'idea che per qualche tempo è circolata, grazie a Vittorio Sgarbi , assessore alla cultura della città di Milano, trovo fosse poco chiara, e forse, marcatamente indirizzata al recupero di voti, più che alla salvaguardia dell'arte.

Considerare i graffiti come una forma d'arte, può essere un modo corretto per riconoscere le capacità artistiche di chi esegue graffiti. Ma considerare i graffiti delle graffiti.gifvere e proprie opere d'arte, è un altro paio di maniche.

Credo che consegnare la propria capacità pittorica ad un muro, equivalga alla consapevolezza di una breve durata dell'opera, esposta alle intemperie, così come a mille altri motivi, che potrebbero irrimediabilmente rovinarla in breve tempo.

Decisamente più intelligente, ed assai meno pretenziosa, l'idea che i creatori di Graffiti archaeology, hanno sviluppato per valorizzare i graffiti scovati sui muri di diverse città americane, valorizzando il muro su cui è dipinto il murales.

Diversi scatti dello stesso muro, a distanza di mesi o anni, possono formare una sorta di memoria storica di ciò che nel tempo è stato disegnato su quel determinato muro.

Per la gioia di tutti, compreso il padrone del muro, che sarà libero di cancellare gli "scarabocchi", dopo aver fotografato il muro, ed inviato la foto al sito, senza rischiare alcuna denuncia, magari proprio dal ministero per i beni culturali.

 
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