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| Google house e la sbronza informatica |
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| Scritto da Maurizio Caudana | |
| lunedì 19 novembre 2007 | |
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Chi lavora ad un progetto utilizzando un pc, in ufficio o a casa non importa, sa bene cosa significhi alzarsi dalla propria postazione dopo alcune ore di lavoro, ed accorgersi di non essere del tutto lucido. Studiare e provare, proporre e discutere, testare a bordo macchina ed accorgersi che qualcosa non funziona... riprendere daccapo, modificare e rivedere, cercare consiglio e riflettere per testare nuovamente. Appassionati a non finire, si potrebbe continuare per ore a rimanere immersi nella progettazione, senza nemmeno accorgersi di non essere più in possesso del pieno controllo delle proprie capacità mentali. Il dinamismo del progetto ed il lavoro sul pc, sommate in un cocktail coinvolgente, portano inevitabilmente in quello stato mentale che personalmente definisco "la sbronza informatica". Quando, per capirci, una volta spento il pc, si vede ogni cosa come fosse un codice, e il flusso di pensieri raggiunge frequenze non traducibili in parole. Si è completamente persa la capacità di concentrazione, e di un lucido contatto con l'ambiente e le persone che ci circondano. Questo aspetto della progettazione non è affatto trascurabile, e lo sanno bene le grandi aziende informatiche, in cui la progettazione ed il lavoro in squadra di fronte ad un pc, sono all'ordine del giorno. Solitamente, in qualsiasi luogo di lavoro in cui sia presente un pc, si cerca di rispettare la regola, che vuole un massimo di due ore a bordo macchina, ed un pausa obbligatoria di diversi minuti. Ma le aziende in cui la progettazione è quotidiana, si è compreso ormai che cadere nella "sbronza informatica", è assai dannoso per la salute di chi lavora e di conseguenza per la produttività aziendale. Per risolvere il problema si è pensato di rivoluzionare il rapporto tra progettisti e progetto, costruendo un ambiente consono al progettista, alla sua creatività, e sopratutto, alle sue esigenze di puro svago. Quindi, regole molto elastiche tra le mura aziendali, forma e presenza assolutamente personalizzabili, massima libertà di movimento. Il risultato di questa visione aziendale, si può tradurre in una realtà come Google, immersa in un contesto come quello che si può vedere nella galleria di immagini che segue, tratta dalla versione web del "Time".
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