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| Gli Zingari, le polemiche ed i furti di rottame |
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| Scritto da Maurizio Caudana | |
| lunedì 28 luglio 2008 | |
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Potrà sembrare anche una provocazione, ma con tutto il rumore che si è fatto nel nostro paese in questi ultimi tempi al riguardo degli Zingari, ci si aspetterebbe da costoro, per lo meno un periodo di "buona condotta", nella salvaguardia dei propri interessi, e per non alimentare i già forti pregiudizi nei loro confronti. E' questo in effetti l'atteggiamento assunto dagli zingari Sinti, dei quali la mia città ospita una delle comunità più grandi della provincia di Torino. Abbandonate persino le case, (fabbricate abusivamente nella zona ), dei Sinti per le strade della città non si ha più notizia, così come nei bar e nelle zone solitamente frequentate da costoro. Letteralmente spariti in pieno stile Sinto nell'attesa che le acque si plachino, come accade ogni volta che qualche evento richiama l'attenzione su di loro, già molto in vista a causa dell'aspetto e del marcato accento, senza parlare del griffato vestiario, e delle vistose quanto costose automobili in loro possesso.
Alla guida di vecchi furgoni cassonati, i Rom vagano per le vie delle zone industriali in cerca di rottami di ferro, di cui cercano di entrare in possesso con metodi più o meno legali, che vanno dall'elemosina al furto in pieno giorno con l'ausilio di bambini come diversivo. Non sarebbe tanto la presenza e l'attività di costoro a preoccupare, quanto la reazione di un commerciante nella vicina Moncalieri, che trovatosi nel cortile dell'azienda un fugone di Rom che trafugavano in pieno giorno il suo rottame, non ha voluto opporsi, per la paura di successive ritorsioni e di danni maggiori, rispetto ad una modica quantità di rottame. Preoccupante reazione, in quanto dimostra lo stato di rassegnazione ed impotenza che ha ormai pervaso i cittadini, di fronte a questi delinquenti travestiti da poveracci. Una nuova cultura del pizzo tutta piemontese, che accetta di subire il sopruso, illudendosi di evitare così un male maggiore. Una cultura che apre le porte alla paura ed alla rassegnazione, nella convinzione di essere impotenti di fronte a chi non ha nulla da perdere. Una cultura da combattere con ogni mezzo fin da subito, rifiutando con forza di cedere alle vessazioni di tali personaggi, ogni giorno più consapevoli e pronti a sfruttare i timori, che serpeggiano tra i cittadini e gli imprenditori della cintura torinese. Una paura giustificata dall'esperienza, che vede il cittadino sempre meno fiducioso nell'intervento delle forze dell'ordine, alle quali ci si rivolge per la denuncia, consapevoli che verrà aggiunta alle innumerevoli altre, a vantaggio delle sole statistiche di zona, e non certo alla sicurezza ed all'esistenza dei cittadini. Eravamo convinti che la "logica dell'impotenza", riguardasse solamente le regioni del sud italia, e che il Piemonte ed il nord, potessero continuare a dormire sonni tranquilli. Forse siamo rimasti addormentati troppo a lungo. |
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Diametralmente opposto invece l'atteggiamento degli Zingari Rom, i quali sembrano essere aumentati di numero nella zona sud di Torino, essendo sempre più frequente la comparsa di aggregazioni spontanee di rozzi e sporchi camper pieni di bambini, nelle zone di Stupinigi, di Via Artom e della zona industriale di Nichelino, ridotte a discariche a cielo aperto da costoro, una volta abbandonato il luogo.





Commenti
cosa possiamo fare quindi?
cercare una linea di dialogo pacifico? cambiare parco? chiamare madama?
immaginate un\' altra soluzione che possibilmente sia quella finale… saluti gente. Citazione