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Parlare di un personaggio avvolto dal mistero, e da uno pseudoscientifico senso del macabro, può essere pericoloso, e portare lo scrittore a forzare la mano, inseguendo l'illusione della possibilità di stuzzicare lo stupore altrui.
Ma parlare di Girolamo Segato, significa anzitutto parlare di un mistero scientifico, che lo stesso Segato ha scelto di portare con sè nella tomba, lasciando attorno ai propri studi, un'aurea di curiosità mista a stupore, per il permanere fino ai giorni nostri, dell'impossibilità di ripetere i suoi esperimenti con successo.
Vissuto a cavallo dell'illuminismo settecentesco, Segato è anzitutto un cartografo ed un viaggiatore, con una particolare passione per l'egittologia e la mummificazione dei cadaveri.
Proprio di ritorno da uno dei suoi viaggi in Egitto, Girolamo Segato comincia le sue sperimentazioni, per tentare di portare i tessuti organici di un cadavere, allo stato detto di "pietrificazione", per il quale le mummie egizie, hanno dovuto attendere millenni, in un clima molto favorevole all'ottenimento di tale risultato.
La sua vicinanza agli ambienti universitari, e la nascita degli studi sull'anatomia umana, hanno permesso a Segato di condurre i propri tentativi indisturbato su numerosi reperti organici, senza dover mai mostrare ad alcuno, il procedimento attraverso cui i tessuti, potessero divenire "pietrificati".
Per questa sua riservatezza, ed alla luce dei risultati ottenuti, Girolamo Segato è riuscito ad attirare su di sè grande curiosità attraverso tre secoli, ma allo stesso tempo, è stato privato del titolo di scienziato, proprio a causa del suo rifiuto a svelare le tecniche di pietrificazione, impedendo così al procedimento, di divenire dimostrabile e ripetibile.
I reperti "pietrificati" da Girolamo Segato, sono conservati nel Museo Anatomico Fiorentino. E' sconsigliata la visione del sito ai soggetti facilmente impressionabili.
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