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Giornata Mondiale per la Libertà di Stampa Stampa E-mail
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Scritto da Susanna de Palma   
giovedì 03 maggio 2007

Oggi è la Giornata Mondiale per la Libertà di Stampa. E invece che celebrarne il trionfo, ci ritroviamo nel 2007 a confermare ancora una volta, le notevoli difficoltà per la circolazione di notizie, specialmente in Asia, nelle nazioni dell'ex Unione Sovietica ed in America Latina.

Quest’anno per la prima volta, la celebrazione per l'evento curato dall'Unesco, ha luogo a Medellin, in Colombia. Secondo il rapporto diffuso dalla Freedom House di New York (un'organizzazione non governativa indipendente che sostiene l'espansione della libertà nel mondo), in ogni parte del mondo è a rischio non solo l'informazione su giornali e tv, ma anche via internet.

I segnali più preoccupanti, secondo il prestigioso rapporto, riguardano nazioni apparentemente libere, come Brasile, Messico, Turchia, Romania ed Argentina. In testa all'elenco Finlandia ed Islanda, a pari merito: sono le due nazioni in cui l'informazione è più libera al mondo.

Il rapporto indica poi il miglioramento della situazione in numerosi Paesi, inclusa l'Italia che viene inclusa quest'anno nell'elenco dei Paesi che beneficiano di una informazione libera. Il merito del 'ritorno in serie A' dell'Italia, secondo lo studio, sarebbe dovuto soprattutto al risultato dell'ultimo voto politico che ha portato all'allontanamento dal governo dell'ex premier Silvio Berlusconi.

Il rating del Paese infatti era stato abbassato nel 2003 a causa dell'eccessiva concentrazione dei media e dell'influenza politica sui contenuti dell'informazione durante il governo del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. La fine del suo mandato nel 2006 ha portato la promozione dell'Italia da 'Parzialmente Libera' a 'Libera'". Anche se l'Italia è stata promossa, resta comunque in fondo alla classifica, al sessantunesimo posto a pari merito con Israele, Capo Verde, Guyana e Sao Tomé e Principe. Fra i 195 Paesi analizzati dal rapporto, all'ultimo posto si colloca la Corea del Nord, con Libia e Cuba penultime, al 191mo posto. Posizione 181, a pari merito, Cina, Iran e i Territori Palestinesi.

La libertà di stampa si scontra spesso con la repressione più violenta. Lo sottolinea lo studio di Reporter Senza Frontiere, secondo il quale i giornalisti sono vittime di rapimenti, torture o uccisioni in molti paesi del mondo. Fra le zone più a rischio il Medio Oriente, l'America Latina e l'Africa dove, per Freedom House, il 96% della popolazione vive in paesi senza libertà d'informazione. "Qui - denuncia Reporter Senza Frontiere - gli assassini dei giornalisti (in Gambia come in Burkina Faso, nella Repubblica democratica del Congo come nei territori palestinesi) beneficiano quasi sempre della protezione dei governi".

© Apcom

 

 

Commenti 

 
0 #2 Susanna De Palma 2007-05-04 13:00 I giornalisti armati di passione per la loro professione con il taccuino in mano esistono, e non sono pochi. Credo che oggi però nessuno sa e nessuno capisce, perché spesso quello che ci viene detto non corrisponde a verità , è manipolato, pettinato, modificato per far meglio apparire il potente di turno e in molti sembrano piegarsi a questo gioco di potere. Forse sono la precarietà e la paura di perdere il posto di lavoro a rendere certi giornalisti succubi dei loro editori e a non poter riportare liberamente gli appunti presi sul loro prezioso taccuino.
Ecco perché credo che prima di pensare a ciò che possiamo dire o scrivere, l’importante sia capire, capire se stiamo agendo nel pieno della libertà o siamo asserviti a qualcosa o qualcuno!
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0 #1 Maurizio Caudana 2007-05-03 20:37 Al di là del \"parzialmente liberi\" o \"liberi\" (che fa tanto 25 aprile), il problema più grosso del nostro paese, a mio avviso, è che non ci sono più giornalisti di assalto.
Quelli che le notizie le inseguono con il taccuino in mano… Un Mauro de Mauro per fare un esempio…

Lascio un link a proposito di questo giornalista (Casetta a fianco del nome)

Bell\'articolo comunque…
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