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| Galassia smascherata |
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| Scritto da Susanna de Palma | |
| martedì 16 ottobre 2007 | |
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Un gruppo di astronome italiane è riuscito a smascherare la vera età di una galassia che era riuscita finora a ingannare gli esperti, apparendo molto più giovane. Lo studio, pubblicato dalla rivista Astrophysical Journal Letters, ha dimostrato che la galassia IZw18m, una sorta di Dorian Grey dello spazio, non ha pochi milioni di anni come voleva far credere, ma due miliardi, sia pure 'ben portatì. La 'task forcè che ha ottenuto il risultato grazie ai dati del telescopio Hubble è guidata da Alessandra Aloisi, ricercatrice italiana che lavora al centro di controllo del telescopio Hubble a Baltimora, e da un gruppo di astronome dei laboratori dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) di Bologna e Napoli. Le prime osservazioni delle caratteristiche della galassia ne avevano stimato l'età a pochi milioni di a circa 25 milioni di anni luce dalla Terra. Grazie ad una sequenza di riprese ottenute tra l'ottobre del 2005 e il gennaio del 2006 con la Advanced Camera for Surveys di Hubble, il team di ricerca ha però individuato per la prima volta la presenza di due tipi di stelle, le 'giganti rossè e le 'cefeidì, un'osservazione che ha permesso di arretrare con sicurezza la data di formazione a due miliardi di anni fa, un'età paragonabile a quella della Via Lattea. "Anche se questa galassia non è poi così giovane - spiega Aloisi - è comunque un oggetto unico nell'universo".La ricerca ha permesso anche di valutare la distanza di IZw18 in 55 milioni di anni luce, quindi il doppio di quanto si pensasse, soprattutto grazie alla presenza delle Cefeidi che sono considerate ottimi punti di riferimento per le misure cosmiche.Questa scoperta evidenzia che le galassie apparentemente non evolute sono in realtà attive da miliardi di anni - spiega Monica Tosi, dell'Osservatorio Astronomico dell'Inaf di Bologna - e fra tutte le galassie finora note non ce n'è neanche una che abbia cominciato a formare stelle solo da pochi milioni di anni. Studiare poi le cefeidi in un ambiente così povero di elementi chimici pesanti come quello di IZw18 permetterà di avere maggiori informazioni sulla fisica di questo tipo di stelle ed avere così stime di distanza sempre più accurate". (ANSA) |
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